Miglianico-Lanciano Dimissioni nei vertici e sciopero calciatori

Divergenze con il presidente: via direttore generale e sportivo E gli atleti non si allenano per il secondo giorno consecutivo
LANCIANO. Dimissioni del direttore generale e del direttore sportivo, Elenio Di Filippo e Nicola D’Ottavio. Calciatori e staff tecnico che restano per il secondo giorno consecutivo senza fare allenamento allo stadio di Tollo, nonostante le porte aperte dell'impianto, e pronti a non scendere in campo domenica se il presidente Valeriano Palombaro non fa chiarezza e non paga le mensilità arretrate. È sempre più nel caos il Miglianico-Lanciano FC, società nata l'estate scorsa tra entusiasmi e anche timori, che pare sgretolarsi con pezzi che si staccano, vedi i dirigenti, e giocatori che protestano nonostante il 1° posto in classifica nel campionato di Promozione girone C. Problemi economici, ingresso di nuovi soci in stand-by e dito puntato contro Palombaro che respinge le accuse: «Non sono inadempiente nel pagamento del campo di Tollo e ricordo che la società dal 24 di novembre è formata da sei soci, non sono solo», dice il presidente che invita tutti alla calma.
LE DIMISSIONI DEI DIRIGENTIAttese da giorni sono arrivate ieri le dimissioni dei dirigenti Di Filippo e D’Ottavio. «Con grande rammarico e rabbia, rassegniamo le nostre dimissioni, dopo aver appreso che la società Lanciano FC continuerà ad essere gestita da Valeriano Palombaro, che a nostro avviso non è più in grado di portare a termine una stagione all'altezza della città di Lanciano», scrivono il direttore generale e quello sportivo. Una bordata verso un presidente tacciato di «fare solo chiacchiere». Una nota al veleno quella dei dirigenti che poi ringraziano staff e calciatori: «Siete stati meravigliosi nonostante tutti i problemi»; i nuovi soci «che per alcuni mesi hanno cercato di portare avanti questo progetto e che avrebbero voluto fare di più» e i tifosi «che ci avete seguito e sostenuto dal primo giorno».
PROTESTA STAFF E CALCIATORIE rincarano la dose giocatori e staff tecnico. «Con grande rammarico siamo costretti a comunicare alla città e ai suoi tifosi il disappunto per una situazione societaria divenuta insostenibile per l’incapacità del presidente Palombaro di onorare gli impegni assunti all’inizio del campionato», dicono senza giri di parole calciatori e staff tecnico. Sotto accusa Palombaro «per il mancato pagamento delle mensilità maturate fino a questo momento, per l’assenza di ogni certezza sulla capacità economica dello stesso di garantire la sopravvivenza della società, per l’impossibilità, per i nuovi soci, di trovare uno spazio decisionale significativo, per l’assenza di ogni chiara informazione in ordine ai progetti sportivi». Motivi di disagio per calciatori e staff tecnico che finora hanno onorato la maglia e la città «per senso del dovere e rispetto di una tifoseria che fa sentire forte il suo sostegno». Ma a tutto c’è un limite. Così ieri, per scelta, nonostante il campo di Tollo fosse aperto, i giocatori non si sono allenati e, dicono: «se la situazione non si risolve, non assicureremo il regolare svolgimento dell’attività sportiva».
IL PRESIDENTEMa Palombaro non ci sta e si scaglia contro quella che definisce «una macchina del fango nei suoi confronti». «Il campo di Tollo è stato pagato regolarmente, non c’è nessuna inadempienza», precisa Palombaro. «C’è stato un problema dovuto all'emissione di una fattura da parte del presidente del Tollo il 31 dicembre che non mi è stata consegnata subito, tra l'altro errata nella ragione sociale, che riguarda l'anticipo sull'uso del campo di gennaio e febbraio. Siamo in ritardo di qualche giorno, ma il presidente del Tollo avrebbe potuto chiamarmi, ma soprattutto evitare di chiudere i cancelli a dei ragazzi, visti i pagamenti finora fatti. Sugli stipendi ci sono arretrati per gli over di una, massimo due mensilità. Ora serve calma non strumentalizzazioni e cattiverie: siamo primi in classifica e c’è un progetto che va avanti con una società formata da sei soci, non sono solo».
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