Migranti, 8 adulti portati a Vasto I due minorenni ospiti a Dogliola

25 Agosto 2023

Già trasferiti nel Chietino dieci dei 40 profughi arrivati mercoledì pomeriggio nello scalo marittimo Il servizio psicosociale della Croce Rossa: «A un primo riscontro non sono emersi disagi particolari»

ORTONA. Otto adulti nel centro di accoglienza straordinaria di Vasto e i due minorenni a Dogliola. È questa la destinazione della parte dei migranti rimasta in provincia di Chieti dopo lo sbarco nel porto di Ortona avvenuto mercoledì pomeriggio. I 40 migranti, arrivati a bordo della Life Support di Emergency, sono stati suddivisi tra le quattro province abruzzesi. È il quinto sbarco in regione dall’inizio del 2023.
Il porto di Ortona continua ad accogliere profughi e la macchina organizzativa coordinata dalla prefettura di Chieti è sempre più rodata. Tutte le attività, infatti, anche questa si sono svolte con efficienza e senza intoppi. La Croce Rossa, coadiuvata dalle associazioni di protezione civile, ha provveduto a predisporre tutte le pratiche per il primo intervento verso i profughi sbarcati, distribuendo pasti e generi di ristoro. L'identificazione delle persone è stata fatta in banchina nord poco dopo il momento dell’attracco. Ad accogliere i migranti, stanchi e provati dal viaggio in mare, i mediatori culturali che hanno parlato per primi con i naufraghi. «Siamo contenti di essere arrivati sani e salvi in Italia, grazie», queste le prime parole dopo il viaggio.
Occhi smarriti e visi stanchi ma nel complesso le persone sono apparse in buone condizioni. A confermarlo Paola D’Alfonso, del servizio psicosociale della Croce Rossa: «A un primo riscontro non ci sono sembrate esserci particolari situazioni di disagio psicologico, i primi a sbarcare sono stati i due minorenni che però sono apparsi abbastanza sereni poiché a bordo con loro avevano alcuni parenti». Anche Carmine Guarino, direttore della sanità transfrontaliera per il ministero della Salute, ha indicato come buone le condizioni di salute dei migranti: «Le persone sbarcate Ortona sono in buone condizioni, due presentano malattie croniche come diabete e ipertensione. Solo alcuni sono affetti da malattie infettive cutanee ma nessun pericolo per la salute pubblica», ha detto.
Tuttavia imperversa la polemica innescata dall’organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada sull’assegnazione dei porti troppo lontani. Questo il grido d’allarme del capomissione della Life Support, Carlo Maisano: «Non si può dare soccorso in questa condizione, è necessario un coordinamento dalle autorità che consideri le navi Ong come asset fondamentali per coprire un tratto di mare che altrimenti resterebbe scoperto. Dopo il soccorso, è necessario che le persone a bordo vengano portate in un porto vicino per dare loro una giusta accoglienza nel minor tempo possibile. Le navi Ong devono tornare nelle zone operative il più velocemente possibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA