Mimosa allucinogena ed ecstasy: preso con la droga per i rave party

Il nuovo stupefacente trovato a casa del teatino Italo Pompa, 44 anni: è il primo sequestro in Abruzzo Lui si difende: «Me l’ha data un amico, la uso per curarmi». Il giudice non gli crede: disposti i domiciliari
CHIETI. In Abruzzo mai nessuno l’aveva sequestrata prima: tecnicamente si chiama mimosa hostilis ed è un potente e pericoloso allucinogeno usato per sballarsi durante i rave party. I poliziotti della squadra mobile di Chieti l’hanno trovata in pieno centro storico, a casa di Italo Pompa, 44 anni, arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lui, che si arrangia facendo lezioni di chitarra e d’inglese, ha giurato che quella polvere rossastra, un regalo di un amico che l’avrebbe comprata per pochi euro su Amazon, gli serviva per motivi terapeutici, ovvero per lenire i dolori di una patologia di cui soffre da tempo. Una tesi non ritenuta credibile dal giudice Luca De Ninis, che – su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Falasca – ha disposto i domiciliari per l’indagato, già all’obbligo di dimora dopo essere finito in manette lo scorso aprile, prima di un rave party in provincia di Grosseto, dov’era stato sorpreso con dell’anfetamina.
LA PERQUISIZIONE
Il blitz scatta venerdì mattina, quando gli investigatori dell’antidroga, coordinati dal vice questore Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante, notano un via vai di giovani nel palazzo in cui abita Pompa. È lui stesso a consegnare agli agenti, che bussano alla sua porta, 4,3 grammi di hashish, una pasticca di ecstasy e poco più di un grammo di anfetamina. Ma la perquisizione va avanti e spunta anche altro: dentro una busta della spesa sono custoditi tre involucri che contengono 97 grammi di polvere di radice di mimosa hostilis. In Italia, così come in Europa, si tratta a tutti gli effetti di una sostanza stupefacente e, di conseguenza, classificata tra le smart drugs e inserita nelle tabelle governative che ne vietano commercio e detenzione. Il motivo? Contiene il principio attivo della dimetiltriptamina, più conosciuta come Dmt, che ha effetti allucinogeni e psichedelici. In un borsone ci sono 1.980 euro in contanti, «ritenuti provento dell’attività di spaccio». Non finisce qui, perché i poliziotti trovano nell’appartamento anche tutto il necessario per preparare e confezionare droghe sintetiche a base di quella polvere fuorilegge: una bottiglia di acido muriatico, una confezione di soda caustica, quattro flaconi di liquido di ricarica per accendini, tre bottigliette con una soluzione generalmente utilizzata contro la caduta dei capelli. È uno scenario che ricorda Breaking Bad, la famosa serie televisiva americana in cui il professore di chimica Walter White spiega al suo studente Jesse Pinkman come cuocere e cristallizzare le anfetamine.
L’INTERROGATORIO
Ieri mattina il 44enne, difeso dall’avvocato Francesco Di Tonto, è comparso in tribunale per l’interrogatorio e ha sostenuto che le sostanze sequestrate fossero tutte per uso personale. Davanti al giudice, l’indagato ha poi raccontato di aver acquistato su internet hashish, ecstasy e anfetamine (vedi l’articolo in basso) e di essere venuto in possesso della polvere di radice di mimosa hostilis tramite un amico. Quanto ai soldi, secondo Pompa, sono un regalo della famiglia successivo alla sospensione del reddito di cittadinanza, che lui percepiva fino a qualche settimana fa. Anche questa versione non è stata considerata credibile dal giudice, che ritiene evidente, intenso e attuale il pericolo di reiterazione del reato.
IL PRECEDENTE
Già nel recente passato la sezione narcotici della Mobile, guidata dall’ispettore Luca Di Risio, aveva sequestrato nuovi tipi di sostanze stupefacenti. Come i cannagars, ovvero sigari imbottiti di marijuana e poi cosparsi con olio di resina di cannabis.
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