Minacce a Immobile in spiaggia: processo a Chieti, ma Ciro non c’è

Il giudice accetta la giustificazione inviata dall’attaccante per «impegni calcistici programmati» L’udienza rinviata al 17 settembre per trovare una data in cui il calciatore potrà testimoniare
CHIETI. Ha inviato al tribunale di Chieti una giustificazione per «impegni calcistici programmati». Ieri mattina Ciro Immobile, l’attaccante della Nazionale di calcio campione d’Europa, non si è presentato in aula nel processo in cui risulta «persona offesa» per un’aggressione con un coltello subita nell’estate del 2018 allo stabilimento balneare Lido Bianco di Francavilla al Mare. Sotto accusa, per «minaccia» e «porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere», è finito Fabio Di Clemente, 32 anni, originario di Atri e residente a Pescara. La giustificazione spedita dal centravanti della Lazio lo scorso 14 giugno è stata accettata dal giudice Filomena Cofone. Ma Immobile dove si trova in questi giorni? Mercoledì, ovvero due giorni prima dell’udienza, il fuoriclasse di Torre Annunziata, insieme al compagno di squadra Lorenzo Insegne, si è collegato pubblicamente via Facebook con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dicendo di essere in vacanza a Ibiza.
Nell’udienza di ieri, davanti al pm d’aula Roberta Capanna, è stato ascoltato Antonio Rizzo, il maresciallo dei carabinieri intervenuto in spiaggia il giorno dell’aggressione. «Il 7 luglio del 2018», ha ricostruito il sottufficiale, «mentre ero in servizio, alle 14.45 ho ricevuto una chiamata dalla centrale operativa perché un bagnante era stato minacciato con un coltello. Quando sono arrivato sul posto, ho appurato che la persona minacciata era Immobile, al mare insieme alla moglie e ad alcuni amici. Dalla ricostruzione che abbiamo fatto, il calciatore, mentre stava firmando autografi, è stato avvicinato da un uomo, descritto come un trentenne senza maglietta e in bermuda, che gli chiedeva se potessero appartarsi per parlare in privato. Al diniego di Immobile, il ragazzo ha cominciato a ingiuriare l’atleta. Dopo essere stato allontanato da altri bagnanti, è tornato sul posto brandendo un coltello e pronunciando delle minacce. A quel punto è stato nuovamente allontanato». Come si è arrivati all’individuazione di Di Clemente? «È stato riconosciuto in fotografia da Immobile», ha risposto il maresciallo. Già nell’immediatezza degli accertamenti portati avanti dai carabinieri, è emerso che alla base dell’aggressione c’era la rivalità tra le tifoserie del Pescara e della Lazio. In sostanza, il 32enne ha accusato immobile di aver «tradito» i colori biancazzurri con il passaggio alla squadra romana.
Il giudice Cofone, su richiesta del difensore dell’imputato, l’avvocato Stefano Sassano, ha programmato un’udienza interlocutoria per il prossimo 17 settembre, considerando gli «impegni calcistici della persona offesa», in modo tale da fissare una data per «procedere alla sua escussione». «Entro metà settembre», ha spiegato l’avvocato, «avremo infatti i calendari certi di serie A, Europa League e Nazionale». L’imputato ha sempre negato di aver minacciato Immobile con un coltello.
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