Minaccia l’ex moglie e l’aggredisce: scatta la condanna

VASTO . Un anno e sette mesi di reclusione e risarcimento alle parti lese. È questa la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, a carico di A.M., 35 anni. L’uomo, che non si...
VASTO . Un anno e sette mesi di reclusione e risarcimento alle parti lese. È questa la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, a carico di A.M., 35 anni. L’uomo, che non si rassegnava alla fine di una storia d’amore, un rapporto sfociato poi in aggressioni fisiche, è stato condannato per maltrattamenti e lesioni alla ex moglie e al nuovo compagno di lei. Il difensore del 35enne, l’avvocato Vincenzo Chielli, ha però convinto il giudice dell’insussistenza dell’accusa di violenza sessuale, reato dal quale l’imputato è stato assolto. La procura, con il pm Michele Pecoraro, aveva chiesto la condanna dell’imputato, anche per questo reato.
La vicenda, che risale a tre anni fa, è stata rivissuta nell’aula del tribunale di Vasto. L’ex compagna dell’imputato, assistita dagli avvocati Antonello Cerella e Silvia Ranalli, era sprofondata in uno stato di ansia a causa delle ripetute minacce ricevute da A.M. Temendo per la sua incolumità e quella delle persone care, nel 2018 la donna aveva deciso di denunciare il 35enne. Il racconto che la donna ha affidato prima agli investigatori e poi al giudice, è stato drammatico. Una storia simile a tante altri rapporti d’amore divenuti poi un inferno: l’amore che si trasforma in rancore fino a diventare ossessione e paura per chi subisce. Nel caso di A.M., stando a quanto appurato dagli investigatori e riportato nel capo d’imputazione, l’uomo non si rassegnava alla fine del legame ed era passato alle minacce. Le minacce poi si erano tradotte in aggressioni che avvenivano anche alla presenza dei figli. Ad A.M. non importava neppure che la sua ex aspettasse un altro figlio dal nuovo compagno: a luglio del 2019, con uno schiaffo e uno spintone, lui l’aveva fatta cadere provocando alla donna lesioni refertate dai medici del pronto soccorso e giudicate guaribili in 20 giorni. Ma anche il nuovo compagno della donna era stato picchiato riportando un trauma contusivo. Per la vittima l’uomo era diventato un incubo. Le liti fra i due erano diventate un calvario a seguito del quale la Procura, nel 2018, aveva prima disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari sostituita poi dal divieto all’imputato di avvicinarsi alla donna. «Non è stato facile per la mia cliente rivivere quei terribili momenti», spiega l’avvocato Cerella, «lei è ancora molto provata. Ora vuole solo la tranquillità». (p.c.)

