Minoranza: esenzioni Tari da ripristinare

10 Gennaio 2015

Chiesta la convocazione Commissione affari generali per rimodulare le regole della tassa sui rifiuti

VASTO. Chiedono la convocazione della Commissione consiliare Affari generali al fine di ridefinire le esenzioni e le riduzioni della tassa sui rifiuti (Tari) per le categorie svantaggiate. Passano dalle parole ai fatti cinque consiglieri di minoranza, che dopo aver protestato per le modifiche apportate al regolamento dalla maggioranza di centrosinistra, propongono il ripristino delle esenzioni per le famiglie al cui interno ci sono persone disabili e per gli studenti fuori sede. A farsi portavoce delle proteste inoltrate nei giorni scorsi dall’Anffas, l’associazione presieduta da Paola Mucciconi, sono Etelwardo Sigismondi, Andrea Bischia, Massimo Desiati, Nicola Del Prete e Davide D’Alessandro. I consiglieri chiedono l’esenzione dal pagamento della Tari per le abitazioni occupate o detenute da persone diversamente abili o da nuclei familiari residenti e che abbiano una invalidità riconosciuta pari al 100%, da percettori di indennità di accompagnamento o di pensione di invalidità; la riduzione del 30% per le abitazioni occupate o detenute da persone invalide per almeno il 74%, e di non computare, ai fine del calcolo della tassa e nel numero dei componenti il nucleo familiare residente, i soggetti dimoranti in altro Comune e già lì sottoposti al pagamento della tassa sui rifiuti in ragione dell’occupazione o detenzione di una abitazione.

Nei giorni scorsi era stata l’Anffas, l’associazione nazionale delle famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale, a far sentire la sua voce sostenendo che la cancellazione delle esenzioni per i nuclei con all’interno un disabile comporta una spesa per ogni singola famiglia dalle 200 alle 300 euro. «In questi giorni diversi genitori si sono rivolti a me dopo aver ricevuto le lettere del Comune con l’invito a pagare la Tari», racconta Paola Mucciconi, responsabile del sodalizio, «di punto in bianco e senza neanche ascoltare le associazioni di categoria, l’amministrazione impone il pagamento totale di una tassa dalla quale fin dal 2001 le famiglie con persone disabili erano esenti. Siamo anche disposti a compartecipare alle spese, ma se ci vengono offerti servizi di qualità. Chiederemo chiarimenti al sindaco Luciano Lapenna». (a.b.)

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