«Mirò, scaduti i permessi a costruire»

Ecco il documento che ha riportato il caso davanti alla Regione. Ma slitta il comitato di Valutazione di impatto ambientale
CHIETI. È guerra a colpi di articoli di legge e interpretazioni normative sulla realizzazione del nuovo centro commerciale Mirò. Da una parte c’è la Regione che pensa che le autorizzazioni per realizzare l’intervento siano scadute. Dall’altra ci sono i due Comuni di Chieti e Cepagatti che, attraverso i loro uffici tecnici, hanno concluso una conferenza dei servizi in cui hanno di fatto rilasciato i permessi a costruire alla Sile, la società che è subentrata alla Sirecc che a suo tempo aveva ottenuto le autorizzazioni necessarie. Ad attendere una decisione finale ci sono le associazioni ambientaliste e commerciali che si battono contro il nuovo intervento edilizio, sia per paura dei contraccolpi sul piccolo commercio, sia da un punto di vista ambientale, visto che si vuole costruire vicino alle rive del fiume Pescara.
La posizione della Regione si capisce leggendo un documento inviato al Comune di Cepagatti. Il dirigente Domenico Longhi e il responsabile Patrizia De Iulis parlano di un articolo di legge secondo cui «nel corso di opere non realizzate almeno per il 20% entro tre anni dal giudizio di compatibilità ambientale, la procedura deve essere riaperta per valutare se le informazioni riguardanti il territorio e lo stato delle risorse abbiano subito nel frattempo mutamenti rilevanti. In ogni caso il giudizio di compatibilità ambientale cessa di avere efficacia al compimento del quinto anno dalla sua emanazione». La conferenza dei servizi ha però giudicato questo articolo superato. E così i costruttori e il progettista Domenico Merlino si sono visti rilasciare i permessi e hanno già inviato agli enti la comunicazione di inizio lavori. La Regione, però, ha rimescolato ancora le carte, convocando una nuova riunione del Comitato per la valutazione di impatto ambientale, che avrebbe dovuto tenersi il 22 maggio scorso. La riunione è però slittata perché il Comune di Cepagatti ha chiesto, con un documento firmato dal vice sindaco Domenico Di Meo, di spostare la data a dopo il 10 giugno, al termine cioè delle elezioni comunali.
«Apprendiamo con soddisfazione che la Regione è giunta sulle nostre posizioni, per cui Mirò non può essere costruito», commenta Francesco Paolo Febbo, l’avvocato che segue il caso per conto delle associazioni, «ci meravigliamo del fatto che invece gli uffici tecnici di Chieti e Cepagatti, nella conferenza dei servizi, siano giunti a una diversa valutazione. Noi saremo sempre contrari al progetto e ci opporremo anche dinanzi al Tar al nuovo ricorso promosso dalla società Felix, ex Pinti Carmen, - che vuole realizzare il terzo intervento commerciale nell’area di Megalò - contro il Comune di Chieti per la realizzazione dell’insediamento».
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