Mirò, nuovo passaggio in Regione

Il progetto del parco commerciale domani all’esame del Comitato Via per i permessi
CHIETI. La realizzazione del parco commerciale Mirò torna al vaglio della Regione. Il Comitato regionale per la valutazione dell’impatto ambientale si riunisce domani ancora una volta sui permessi per la costruzione del parco commerciale che si vuole realizzare ai confini dei centro commerciale Megalò. A riproporre il progetto è l’impresa bergamasca Sile Costruzioni, che a Venezia ha partecipato anche alla realizzazione del Mose, il sistema di dighe mobili finalizzato alla difesa della città.
Tanti gli ostacoli che la Sile, proprietaria del terreno, si è trovata davanti, sino all’ultimo che ha costretto la ditta a stoppare la realizzazione dei manufatti in cemento che fanno ancora mostra di sé nell’area di Santa Filomena, a poca distanza dalla riva del fiume Pescara. La realizzazione di nuovi negozi ha trovato sempre la netta contrarietà di parte della città che, anziché restare alla finestra per vedere come sarebbe andata a finire, ha deciso di partecipare attivamente alla battaglia contro Mirò. Si tratta delle associazioni ambientaliste e del commercio scese in campo attraverso l’avvocato Francesco Paolo Febbo. Le associazioni sono: il Wwf Chieti Pescara, presieduto da Nicoletta Di Francesco, Confcommercio Chieti presieduta da Marisa Tiberio, Confesercenti Chieti presieduta da Marina De Marco e Cna Chieti diretta da Letizia Scastiglia.
In vista del nuovo passaggio al Comitato Via, le associazioni tornano nuovamente a far sentire le loro ragioni contro la cementificazione in riva al fiume. L’avvocato Febbo, in loro vece, ricorda come il tribunale amministrativo regionale si sia «pronunciato sul ricorso proposto dalla Regione Abruzzo per l'annullamento della determinazione conclusiva della Conferenza di servizi del 18 aprile 2018, con una sentenza che accoglie il ricorso e annulla il provvedimento impugnato». Provvedimento che aveva concesso le autorizzazioni richieste per la costruzione dei manufatti. «Analogamente», sottolinea Febbo, «il Consiglio di Stato con la propria sentenza conferma quella pronunciata dal Tar». E dunque, secondo l’avvocato, non vi è dubbio che quelle costruzioni siano abusive e vadano abbattute. Come d’altronde ha già detto il Comitato Via in diversi giudizi sulla vicenda. (a.i.)
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