Molotov contro l’auto dei vigili, assolto

Sette anni dopo l’incendio doloso si scopre che il giovane condannato in primo grado non c’entra: quella sera era altrove
VASTO. Condannato in primo grado dal tribunale di Vasto alla pena di 8 mesi per incendio doloso dell’auto dei vigili urbani, venerdi è stato assolto dalla Corte d’appello dell’Aquila. Emidio Natarelli, 33 anni, si era sempre dichiarato innocente. E ora tira un sospiro di sollievo. L’imputato è stato assolto per non aver commesso il fatto. L’incendio che lo ha trascinato in giudizio si verificò la notte di San Michele del 2010, durante le festività patronali: un rogo che ora resta senza colpevole.
«Ci sono state molte contraddizioni da parte dei testi del pm», dice soddisfatto il difensore, l’avvocato Massimiliano Baccalà. «Peraltro nessuno di loro era presente all’episodio. I testimoni intervennero sul posto solo successivamente. Il movente a detta degli agenti sarebbe stata una multa fatta al mio cliente nel corso della stessa serata. Ma quella multa invece è risultata essere stata pagata per cui anche il movente è caduto».
L’attentato incendiario, avvenne 7 anni fa. Nel mirino di un piromane finì una Fiat Punto della polizia municipale parcheggiata sotto il comando, in piazza Rossetti. Contro la vettura venne lanciata una sorta di molotov, ma i danni alla Punto furono fortunatamente lievi grazie al tempestivo intervento degli stessi vigili urbani impegnati nei servizi notturni. Il fatto avvenne alle due di notte, ma alcuni locali erano ancora aperti, e qualche cliente stava passeggiando in centro. Cinque agenti stavano controllando il rispetto della chiusura di piazza Rossetti e delle strade vicine per le festività patronali. Passando vicino agli ex palazzi scolastici, sede del comando, uno di loro vide le fiamme che cominciavano ad avvolgere il paraurti di una macchina di servizio. Le fiamme furono subito circoscritte e spente dalla pattuglia con un estintore. I pompieri completarono il lavoro. Sull’asfalto sotto la Punto venne raccolta una bottiglietta piena di liquido incendiario. I carabinieri aprirono un’indagine. Spuntarono fuori alcuni testimoni secondo i quali pochi minuti prima che divampasse l’incendio, davanti alla Punto era passato un motorino. Scattò la caccia al centauro e dopo qualche giorno Natarelli venne accusato. «Chi lo ha accusato ha ritenuto che il movente potesse essere una multa. In appello la difesa è riuscita a dimostrare che la multa era stata pagata regolarmente e che l’accusato quella sera si trovava altrove», dice l’avvocato, «nei confronti del mio cliente non sono emerse prove certe. Dopo sette anni finalmente è caduta un’accusa che lui ha sempre rigettato».

