Montazzoli, la frana ora danneggia la strada

Rotta parte della carreggiata chiusa da diversi giorni. Il sindaco avvia i lavori per far scorrere l’acqua
MONTAZZOLI. La frana si aggrava. Il pericolo di un isolamento totale adesso è alto. «Sta cedendo la strada», conferma il sindaco di Montazzoli, Felice Novello.
La grande quantità di acqua che da settimane attraversa in profondità il costone franato sta erodendo la sede stradale. «Le lesioni sull’asfalto sono evidenti e metà carreggiata è già sprofondata. Rischiamo di restare isolati», dice Novello che senza perdere tempo ieri mattina ha incaricato due ditte locali, l’impresa Di Francesco e la Edil costruzioni Novello (non è parente del sindaco)di Montazzoli di avviare i lavori per ripulire i due canali naturali e incanalare l’acqua.
«Il Comune non ha certo grandi risorse. Cercheremo di reperire somme dal bilancio comunale sperando di essere rimborsati dal Genio civile che ha riconosciuto la somma urgenza dei lavori», dice il primo cittadino.
Felice Novello non nasconde la propria preoccupazione. Del resto il geologo Andrea Venosini aveva fatto una diagnosi puntuale suggerendo interventi immediati. «L’acqua può fare danni inimmaginabili e purtroppo da tempo ci sono due fiumi di acqua che stanno minando la nostra zona», ricorda Novello.
Da ieri ruspe ed escavatori stanno lavorando senza sosta. È una corsa contro il tempo. Occorre fare presto. La crisi finanziaria e la mancanza di liquidità non aiutano l’ente. I cittadini apprezzano l’impegno del sindaco e sperano che anche le altre istituzioni si rendano conto del disastro incombente e intervengano senza indugio.
La zona è monitorata costantemente e sono in programma rilievi topografici aerei. Gli esperti hanno spiegato che le ispezioni aree con un drone non sarebbero sufficienti dal momento che la frana interessa un’area di 2 chilometri quadrati. La parete che si è staccata dal monte Fischietto è lunga 500 metri e larga 150 metri. Due giorni fa si è staccata una nuova massa franosa. Ce ne sono almeno altre 2 accanto. Lo studio morfologico prevede rilievi fino a 50 metri di profondità. L’attenzione di amministratori e periti, tuttavia, nelle ultime ore, visto quello che sta succedendo, si è concentrata sulla grande quantità di acqua che circola sotto la montagna detritica. Non a caso si è riformato un lago, il lago Negro, che era prosciugato.
E intanto, però, almeno per il momento anche se l’acqua abbonda la potabilità è a rischio. La condotta di una sorgente è stata tranciata di netto, l’altra è a un metro dal cumulo franoso. Per il momento non ha risentito del disastro ma la situazione è in continua evoluzione. Entro le prossime 72 ore, confidando nella clemenza del tempo, si cercherà di prosciugare la provinciale. (p.c.)
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