Montepara: stangata Imu sui coltivatori

14 Dicembre 2014

ORSOGNA. Dure parole per una dura realtà. Fabrizio Montepara, sindaco di Orsogna nonché vicepresidente dell’associazione Città del vino e presidente nazionale di Res Tipica Anci, non usa mezzi...

ORSOGNA. Dure parole per una dura realtà. Fabrizio Montepara, sindaco di Orsogna nonché vicepresidente dell’associazione Città del vino e presidente nazionale di Res Tipica Anci, non usa mezzi termini per esprimere il proprio dissenso verso la nuova imposta che toccherà gli agricoltori, costretti a pagare l’Imu sui propri terreni. «Sarà un duro colpo per il settore agricolo abruzzese oltre che, come al solito, per i piccoli Comuni», commenta Montepara. «Basti l’esempio di Orsogna, che dal bilancio 2014 si è appena vista sottrarre 67mila euro, senza che Renzi e soci abbiano previsto una modalità alternativa di copertura finanziaria per l’annualità in corso. Ci hanno imposto, infatti, di fare fronte a questi mancati finanziamenti con l’Imu sui terreni agricoli. Ma, siccome una tassa non può essere riscossa prima di 60 giorni dalla sua istituzione, questa stessa Imu agricola sarà operativa solo dal 2015». Poi la stoccata: «Intanto, secondo lo Stato i Comuni possono andare in dissesto, mentre dal prossimo anno a pagare i costi di questa decisione saranno gli agricoltori, che non avevano certo bisogno di un’ulteriore stangata. E tra l’altro a Orsogna non sappiamo ancora se incasseremo i 67mila euro previsti sulla carta, anzi, francamente ne dubito». L’invito di Montepara è a salvaguardare i piccoli centri abitati, su cui il governo continua a gravare con una serie di tasse che stanno prosciugando i cittadini. Secondo il sindaco c’è bisogno di una svolta radicale, un cambiamento che inizi a portare benessere ai piccoli centri e a sostenerli. Come? Per Montepara «serve una legislazione più semplice per i bilanci, investire risorse per salvaguardare peculiarità, tradizioni, riti, prodotti che si trovano ormai solo nei piccoli centri». (a.s.)

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