Morì ribaltandosi con la golf car Il giudice archivia l’inchiesta

24 Ottobre 2024

I titolari del camping Grotte del Saraceno non furono responsabili del decesso del collaboratore 57enne L’avvocato della difesa: «Restano tanta tristezza e dolore per la fatalità che ha portato via questo uomo»

VASTO. I titolari del camping Grotte del Saraceno di Punta Penna non furono responsabili della morte di di Daniel Dragomir, 57 anni, fidato collaboratore di lunga data dei suoi datori di lavoro. A stabilirlo è stato ieri il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, che ha rigettato la richiesta delle parti civili contrarie all'archiviazione del caso. Dragomir morì il 24 luglio 2022 mentre era al volante di una golf car. Le perizie disposte dalla Procura hanno scagionato i titolari della struttura indagati per omicidio colposo sul lavoro, assistiti dall’avvocato Giuseppe La Rana. Il pm Vincenzo Chirico a luglio 2023 aveva chiesto per questo l’archiviazione del caso. L’avvocato Luigi Carmine Masciulli, che assiste i familiari della vittima, però non era d’accordo e si è opposto. È seguita un’udienza di opposizione nel corso della quale è stata nuovamente discussa la vicenda.
Ieri è arrivata la decisione del gip Pasquale al quale spettava l'ultima parola. Soddisfatto l'avvocato La Rana: «Io e i miei clienti siamo più che soddisfatti», conferma il legale, «per l'esito delle indagini. È una decisione che aspettavamo. Già le prime indagini hanno sempre messo in evidenza la correttezza e la regolarità dell'attività imprenditoriale svolta dai titolari della struttura turistica e la totale assenza delle violazioni della normativa sulla sicurezza. Resta comunque», conclude l'avvocato La Rana, «tanta tristezza e tanto dolore per la fatalità che ha portato via un valido collaboratore della struttura».
Cala il sipario dunque sulla tragedia avvenuta nel campeggio di Punta Penna e che destò commozione e al tempo stesso stupore. Daniel Dragomir perse la vita alla guida di una mini car mentre stava lavorando. L’ingegnere Michele Colagrossi, perito nominato dal gip Fabrizio Pasquale, ha eseguito una lunga e minuziosa perizia acquisendo tutti gli elementi necessari per appurare eventuali responsabilità. Oltre a Colagrossi, della vicenda si sono occupati anche i consulenti dei titolari del villaggio turistico, Michele Di Brina e Stefano Moretti e il consulente dei familiari della vittima, Paolo De Luca. L’esame autoptico stabilì la causa traumatica del decesso di Dragomir. I periti hanno analizzato anche i luoghi ricostruendo il percorso della golf car fino all'impatto. Anche la piccola vettura è stata accuratamente controllata. Dalle perizie non è emerso alcun elemento a carico dei titolari del camping.
La tragedia ancora adesso è ricordata con grande commozione. Daniel Dragomir è ricordato come un grande lavoratore, sempre pronto ad intervenire in aiuto degli altri colleghi. Nessuno si aspettava un evento così drammatico.
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