Moretti, professore che ha dato a Chieti un’anima culturale

I personaggi della teatinità. Una vita per la letteratura La sua ultima opera è Principia, perché si rinasce sempre
CHIETI. Vito Moretti, protagonista oggi della mia vetrina, è docente universitario, poeta, scrittore ma è soprattutto una persona di grande disponibilità verso tutti, sempre pronto a tendere la mano a chi vuole inoltrarsi nei non facili sentieri della letteratura e ad indicare il modo migliore per farlo.
Nella antica Teate, dove ha scelto di vivere (è nato a San Vito, splendido paese della nostra provincia) e svolgere la sua intensa attività di studioso, è un punto di riferimento non solo per i suoi studenti della d'Annunzio, dove insegna letteratura, ma per il variegato mondo locale che vive di cultura, composto da associazioni, poeti e scrittori, noti e meno noti, a nessuno Vito ha mai chiuso la porta, anzi l' ha sempre spalancata mettendo a totale disposizione la sua competenza e il suo bagaglio culturale, senza peraltro mai farlo pesare.
Ha promosso tantissimi eventi per presentare pubblicazioni, promuovere letture di poesie ed esporre saggi sui periodi che la letteratura ha attraversato. Posso affermare, senza alcun timore di poter essere smentito, che non c'è iniziativa culturale nella città di Chieti che non l'abbia visto in qualche modo partecipe, se non protagonista assoluto. Tutto questo da quando aveva meno di vent’anni, con una continuità ed un livello di produzione che rendono semplicemente impossibile riportare tutto nello spazio di un articolo.
Quello che posso dire, anche nel mio ruolo di testimone, per tutte le occasioni in cui, da cronista, ho seguito le sue pubbliche apparizioni, è che Vito Moretti ha sempre saputo valorizzare quel che era stato chiamato a gestire. Con Massimo Pamio, editore e poeta, ha avuto ed ha un’intensa collaborazione, come con Marco Solfanelli per il quale ha recentemente pubblicato un libro che, come mi ha detto lo stesso autore, è qualcosa che va oltre il semplice diario, scritto «senza interruzioni lo scorso anno, da mercoledì 3 settembre a mercoledì 3 dicembre dedicando a ogni giorno una riflessione e un moto del cuore».
Si intitola Principia, perché è «un punto e a capo», anzi un «ricominciamento». Sentire raccontare come è nato questo ultimo lavoro può offrire un quadro che dipinge bene il personaggio: «Io dormo con accanto, sul comodino, penna, matita e un quadernetto dove annoto quel che mi viene in mente». Ha scritto Principia usando il dialetto e la lingua italiana, scrivendo in versi e in prosa, per fissare, come dice lui, i moti del suo cuore e della sua anima che evidentemente sono tanti e di tale forza che non può fermarli nemmeno la notte, nei momenti dedicati al riposo.
E così sono nati tanti suoi lavori, che hanno guadagnato riconoscimenti e premi importanti e che hanno dato un notevole contributo alla cultura del territorio. Sono una pietra miliare, per gli studiosi, i suoi scritti sul dialetto, in particolare quello teatino, e sulla poesia contemporanea.
Come docente di letteratura ha firmato numerosi studi sul verismo e sul decadendismo che hanno caratterizzato gli anni dal settecento al novecento. Importanti poi sono i suoi lavori su Gabriele D'Annunzio del quale ha reso noto scritti e carteggi inediti.
Insomma una vita passata a scavare dentro se stesso per tirare fuori tutto quanto trovava origine da quel fuoco che arde sempre dentro a chi abbraccia il mondo della poesia e della scrittura.
Il primo libro di poesie lo scrisse a meno di vent'anni, poi è stato un fiume prorompente che lo ha portato a ricevere prestigiosi riconoscimenti in tutta Italia, tra i quali L'"Acciaiuoli", il Versilia a Marina di Carraza, il Bari Magna Grecia, il premio Alghero, il Calamaio di Neri di Pisa, il Pescara, lo Scanno e tanti altri.
Tanti poi i riconoscimenti ricevuti nel suo ruolo accademico, tenuto peraltro con la umiltà e la disponibilità che sono patrimonio evidente del personaggio, doti che gli hanno fatto guadagnare la profonda stima da parte di tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Vito Moretti oggi, dopo il lungo cammino fatto, con il suo ultimo libro ha annunciato un "ricominciamento". Aspettiamolo ancora protagonista di altre belle imprese sul piano umano e culturale, con i suoi quadernetti. Che, ne siamo certi, non ci metteranno molto a diventare di nuovo pieni.

