Morirono nell’auto Non fu colpa del selfie

14 Giugno 2017

Caso Castrignanò-Marinelli: resta il mistero sulla causa dell’incidente La polizia esclude che il veicolo sia finito contro il guardrail per una foto

VASTO. Non è stato un selfie a provocare la morte di Andrea Marinelli e Domenico Castrignanò. Nè i cellulari delle due vittime nè quello dell’amico che era alla guida dell’auto che finì fuori strada scattarono foto prima dell’incidente. «Le indagini accurate della polizia postale lo hanno escluso in maniera categorica», dice l’avvocato Filippo Di Risio che assiste la famiglia di Andrea Marinelli. «È doveroso chiarire questo particolare per giustizia nei confronti dei ragazzi protagonisti e vittime della tragedia». L’udienza per l’omicidio stradale non è stata ancora fissata. Ad essere indagato è l’amico delle due vittime, Mattia Lammanda, alla guida della Fiat Panda. Non è escluso che dalle indagini sia emersa una causa esterna. Carabinieri ed esperti hanno compiuto anche un incidente probatorio sul luogo della disgrazia. Le indagini sono concluse ma non trapela nulla. La tragedia avvenne il 17 luglio dello scorso anno. Pochi drammatici secondi. La macchina sbandò per finire poi la sua corsa contro un guardrail. La sbarra di metallo si infilò nell’abitacolo della Panda colpendo a morte i due ragazzi che si trovavano sulla destra: Domenico seduto accanto al conducente e Andrea dietro di lui. L’unica certezza è che la perizia ha smentito l’ipotesi che i ragazzi, prima del terribile impatto mortale, avessero deciso di scattarsi una foto ricordo. La Panda è sbandata per altri motivi.
INDAGINI SUL GUARDRAIL. Per chiarire la tragedia e avere qualche risposta in più sulle cause della sciagura costata la vita ai due giovani di Vasto, sono state fatte anche indagini sul guardrail disposte dalla Procura di Larino. Il sopralluogo è stato fatto dal consulente della Procura, l’ingegnere Giovanni Russo, proprio nel punto della Statale 16 tra Montenero di Bisaccia e Petacciato Marina in cui persero la vita i due giovani vastesi, in seguito al violento impatto della Panda su cui viaggiavano. Presenti al sopralluogo anche i legali delle parti e i responsabili del comparto molisano dell’Anas. Le risposte degli inquirenti fanno parte di un dossier consegnato alla Procura molisana. I periti non hanno tralasciato nulla: velocità del mezzo al momento dell’impatto, la tenuta, soprattutto, del guardrail assassino, ma anche particolari sugli ultimi istanti. Il sopralluogo è stato un esame irripetibile che probabilmente ha fatto più chiarezza. Secondo indiscrezioni il processo dovrebbe iniziare a settembre.
IL RICORDO E LE DEDICHE. A distanza di undici mesi a Vasto associazioni culturali e sportive continuano ad organizzare manifestazioni in memoria di Andrea e Domenico due giovani molto conosciuti a Vasto e ai quali l’intera città voleva un gran bene. Domenica a Terracina nel corso di un torneo di beach soccer la prima vittoria della Vastese Beach Soccer è stata dedicata ad Andrea Marinelli, l’ex compagno di cacio e amico scomparso prematuramente nell’incidente stradale. I ragazzi allenati da mister Sabalino dopo tre tempi combattuti sono riusciti a portare a casa la prima vittoria stagionale contro il Brescia agguerrito. Dopo il risultato finale, Cesario, autore di un goal ha baciato la maglia di Marinelli poggiata sulla panchina a voler dimostrare che Andrea è ancora con tutti loro. A fine partita due dei biancorossi Di Foglio e Luongo hanno parlato di Andrea. «Sarà sempre con noi», hanno detto. Il Comune ha deciso di patrocinare diverse iniziative in programma la prossima estate. «Andrea e Domenico erano due ragazzi speciali, difficile dimenticarli. È giusto e doveroso patrocinare le iniziative e gli eventi organizzati dalle associazioni sportive per tenere viva la loro memoria», ha detto l'assessore comunale allo sport Carlo Della Penna.
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