Morirono travolti in moto a Milano Il papà di Emiliana: voglio giustizia

7 Gennaio 2020

San Salvo. Quindici mesi fa i due giovani uccisi da un’auto che non si era fermata al semaforo Sciopero penalisti, udienza a marzo. Nello stesso luogo la tragedia del filobus contro un camion

SAN SALVO. Sono trascorsi 15 mesi dall'incidente mortale in cui persero la vita travolti in moto da una Smart, Emiliana Colitto, 23 anni, studentessa di San Salvo, e l’amico Marco Forlano, 29 anni, di Fresagrandinaria. Lo sciopero degli avvocati penalisti ha provocato a dicembre il rinvio dell’udienza preliminare a carico del conducente della Smart che passò con il rosso. A.T., 58 anni, di Milano è accusato di omicidio stradale. L’udienza preliminare è stata fissata al 12 marzo prossimo.
L’incidente avvenne in viale Egisto Bezzi a Milano. Nello stesso punto qualche lo scorso dicembre si è verificato un nuovo grave incidente che ha coinvolto un filobus con la morte di una passeggera e il ferimento di 12 persone. Per il papà di Emiliana è stato un nuovo colpo al cuore. Il dolore che non è mai diminuito dalla notte dell’incidente avvenuto il 21 settembre 2018. Maurizio Colitto, papà di Emiliana, di aspetta giustizia.
«Nessuno potrà ridarmi mia figlia. La vita della mia famiglia è stata sconvolta e attraverso l’ultimo incidente è stato come rivivere la tragedia. È importante avere giustizia». Il tribunale di Milano ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura a carico dell’automobilista che finì contro la Kawasaki su cui viaggiavano le due vittime, dopo aver visto le immagini della telecamere in strada che, quella notte, ripresero la Smart mentre passava con il semaforo rosso, spegneva le luci e poi ripartiva proprio quando stava arrivando la moto.
L’incidente mortale avvenne sulla tangenziale di Milano, all’altezza di via Bezzi. I due amici al momento dell’incidente, stavano tornando a casa. Marco, che lavorava in un ipermercato, morì sul colpo. Il cuore di Emiliana, prossima alla laurea in Management all’università Cattolica, si fermò per sempre poco dopo all’ospedale Niguarda. Il conducente della Smart riportò ferite gravi ma, dopo una lunga degenza, si salvò.
Il legale della famiglia Colitto, l’avvocato Marco Troiani, per il momento preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. Fino all'udienza del 12 marzo le parti offese potranno costituirsi parte civile.
Emiliana e Marco vivevano da tempo a Milano. Erano amici ma ognuno aveva la sua vita. Marco si era trasferito nel capoluogo lombardo da tre anni ed era responsabile di un punto vendita Auchan; Emiliana aveva già conseguito la laurea triennale e stava proseguendo gli studi. «Emiliana aveva davanti a se un futuro professionale.Le piaceva stare a Milano», ricorda il padre della ragazza. Per questo nel marzo scorso a Milano con la moglie Aida, Maurizio ha consegnato la prima borsa di studio intitolata a Emiliana all’Università Cattolica. Un anno dopo, dovrà tornare a Milano per l'udienza. (p.c.)
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