Morta a 29 anni dopo il malore L’autopsia: «Embolia polmonare»

1 Aprile 2021

L’esame medico-legale conferma la diagnosi dei medici dell’ospedale San Pio che l’hanno soccorsa Tra 90 giorni i risultati della perizia. Continuano gli accertamenti su eventuali patologie del passato  

VASTO. È stata un’embolia polmonare massiva a provocare l'arresto cardiaco e la morte di Anna Zinni. A confermarlo è stata l'autopsia fatta ieri all'obitorio del Policlinico di Chieti. La Procura ha affidato l'incarico in collegamento telematico al medico legale Cristian D'Ovidio di Chieti e al collega dirigente medico del pronto soccorso, nonché cardiologo degli Ospedali riuniti di Ancona, Aldo Salvi. I due periti, dopo il conferimento dell'incarico, hanno deciso di procedere subito con l'esame. Alla perizia cominciata a mezzogiorno e finita dopo 4 ore, ha assistito per la famiglia di Anna Zinni, la dottoressa Elena Ulacco. I 4 medici indagati hanno invece nominato come periti il medico legale Raffaele Ciccarese e Dino Ranalli. L'ipotesi di reato a carico degli indagati è omicidio colposo. A difendere i medici sono gli avvocati Silvia Ranalli, Antonello Cerella, Arnaldo Tascione e Donatella Monaco.
La perizia che ha confermato la diagnosi dei medici del San Pio è stata lunga e approfondita. Prima di eseguire l'esame la salma è stata sottoposta al tampone anti-Covid 19 ed è risultata negativa, confermando i risultati del tampone eseguito al San Pio dopo il ricovero della donna. D'Ovidio e Salvi, dopo aver prelevato frammenti di tessuti e organi, si sono riservati 90 giorni per il deposito delle conclusioni peritali che verranno fatte tenendo conto anche della valutazione della documentazione medica. Il fascicolo sulla morte di Anna Zinni è stato firmato dal procuratore capo della Procura di Vasto, Giampiero Di Florio e dal sostituto procuratore Michele Pecoraro. «Nell'esposto presentato dalla famiglia Zinni ci sono diversi quesiti a cui siamo certi la magistratura darà delle risposte», dicono gli avvocati della famiglia Zinni, Elisa Pastorelli, Raffaele Giacomucci e Isabella Mugoni. I prelievi eseguiti dai periti dovranno accertare se l'evento mortale è stato causato da terapie o cure di primo soccorso, se sia possibile la responsabilità dei soccorritori e il possibile nesso di casualità fra la condotta adottata dagli operatori e la morte della donna. Una mano alle indagini avviate dai carabinieri della Compagnia di Vasto potrebbe arrivare dalle immagini della videosorveglianza. Gli investigatori hanno acquisito i filmati registrati negli impianti accesi in via Pitagora, la strada dove la donna si è sentita male. Le immagini raccontano la drammatica sequenza del malore, la richiesta d'aiuto e l'arrivo del 118. Altre immagini arriveranno dalle telecamere accese al San Pio. Visionando la sequenza sarà ricostruita l'ora di agonia di Anna.
Le indagini non si limitano a stabilire cosa è accaduto dalle 19 alle 20 del 23 marzo scorso, ma cercano di risalire anche alle cause del malore. Per questo gli investigatori hanno ascoltato diversi testimoni che conoscevano la 29enne madre di tre bambini e il medico curante. È fondamentale ricostruire l'anamnesi completa e scoprire se la donna soffrisse di intolleranze e se nei giorni precedenti la tragedia avesse avuto sintomi premonitori dell'embolia polmonare. (p.c.)
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