Morte improvvisa dopo la dialisi Serviranno altri accertamenti
Montazzoli. Eseguita l’autopsia sulla donna deceduta mentre tornava a casa dall’ospedale di Isernia Il sindaco di Castiglione: chi abita qui è penalizzato dalla viabilità a pezzi, basta con la cattiva politica
VASTO. Perché è morta Teresa Ottaviano? È la domanda a cui su incarico della Procura di Vasto dovrà dare una risposta il medico legale Pietro Falco. L’autopsia sulla donna di Montazzoli di 65 anni morta durante il viaggio di ritorno a casa dopo la dialisi ad Isernia, è cominciata ieri mattina alle 10 a è durata più di sei ore. Accanto a Pietro Falco anche un cardiologo ed altri periti. La tragedia ha sollevato nuove polemica sull’assistenza sanitaria alla popolazione del comuni montani e sulla viabilità disastrata.
Le cause della morte. Per la sessantacinquenne è sopraggiunta la morte improvvisa quando mancavano ormai una quindicina di chilometri per arrivare a casa. Al momento del malore ne aveva già fatti più di 50. Un percorso che molti medici hanno definito troppo lungo e stressante vista la conformazione del territorio. Purtroppo l’ospedale più vicino, quello di Agnone, quel giorno aveva sospeso il servizio essendo l’unico medico in ferie. La morte di Ottaviano è riconducibile allo stress del viaggio così lungo? La paziente se avesse fatto la dialisi ad Agnone si sarebbe potuta salvare? Come prassi vuole, il medico legale si è riservato di rispondere a tutti i quesiti fra 60 giorni. La salma della donna è stata riconsegnata alla famiglia per le esequie funebri. Le condizioni della viabilità non c’entrano nulla con la disgrazia, ma la morte di Teresa Ottaviano ha riacceso le luci sulle condizioni dell’Alto Vastese.
La protesta del sindaco di Castiglione. «La cattiva politica ancora una volta mortifica la popolazione. Per il solo fatto che continua a permanere in territori difficili e disagiati, la gente andrebbe aiutata e invece viene penalizzata. La strada provinciale Castiglione-Frine è la Salerno-Reggio Calabria d’Abruzzo». Emilio Di Lizia, sindaco di Castiglione Messer Marino non le manda certo a dire alla Provincia. In una nota il primo cittadino definisce assurdo e paradossale l’atteggiamento dell’amministrazione provinciale. «La popolazione è stanca, esausta. Non riesce a comprendere come mai i lavori di sistemazione della strada franata sono ancora fermi nonostante la disponibilità dei fondi. Nessuno sa se l’opera verrà realizzata e conclusa». La frana che ha devastato le strade dell’Alto Vastese è datata febbraio 2015. Per i residenti di Castiglione è stato un colpo durissimo. Dopo il sopralluogo del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, l’amministrazione comunale predispose due progetti preliminari. Il progetto per la provinciale fu ritenuto meritevole di considerazione e finanziato con 1.950.000 euro nel piano di interventi urgenti e indifferibili. «Il Comune si era già attivato a marzo per consentire l’inizio dei lavori di ripristino della transitabilità. La Provincia tuttavia ha censurato il progetto. Mentre la Castiglione-Torrebruna è conclusa, la Castiglione-Fraine è al palo».
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