«Morti nel fiume, non fu fatalità»

22 Aprile 2018

Tragedia nell’Orta. L’avvocato Tascione: percorso senza protezioni

SCERNI. «Sono contento per la famiglia delle vittime che avrà giustizia e ringrazio per questo la Procura di Pescara». È questo il commento a caldo dell’avvocato Arnaldo Tascione che insieme al figlio Francesco e all’avvocato Giuliano Milia assiste i familiari di Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi, la coppia di Scerni annegata il primo maggio 2017 nel fiume Orta, a Caramanico Terme. Due gli indagati: il sindaco del Comune del Pescarese, Simone Angelucci, e il direttore del Parco nazionale della Maiella, Oremo Di Nino. Il reato ipotizzato dal procuratore capo di Pescara, Massimiliano Serpi, e dal sostituto Valentina D’Agostino, è omicidio colposo.
«La relazione tecnica peritale», dice Tascione, «è stata eseguita dall’ingegnere Lino Prezioso sulle sponde del fiume Orte, lungo il tracciato percorso il primo maggio di un anno fa da Silvia D’Ercole e dal marito Giuseppe Pirocchi. I risultati sono parsi subito chiari», insiste il legale. «La coppia è morta dopo essere scivolata in acqua. Il sopralluogo sulla sponda dove è avvenuta la tragedia ha confermato l’assoluta mancanza di una cartellonistica adeguata in un luogo pieno di rischi e pericoli non solo per i visitatori ma anche per gli stessi lavoratori che vi operano», rimarca l’avvocato Tascione. La relazione del perito nel Parco della Maiella, in località Piane del Luco-Marmitte dei giganti, annota la presenza di un cartello di informazioni turistiche all’inizio del percorso sistemato dall’ente Parco e collegato a Google maps. Una freccia di legno indica il fiume e il nome della località è scritta con vernice rossa su una pietra. «Le possibili deviazioni non sono indicate», ricordano gli avvocati della parte civile. «Una diradazione porta verso 2 querce che sono 40 metri a strapiombo sul fiume senza protezione. Il sentiero centrale che porta al fiume arriva ad un terrazzamento anche qui senza protezione. Le rocce sono levigate dallo scorrere del fiume. Altro che tragica fatalità», afferma il legale annunciando battaglia. (p.c.)
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