Morto carbonizzato nell’auto: inchiesta per omicidio colposo

5 Marzo 2023

La procura apre un fascicolo per accertare se si sia trattato di un gesto volontario o di una disgrazia Un testimone: «L’ho visto comprare le sigarette in un bar di Pretoro poco prima dell’incendio»

ROCCAMONTEPIANO. La procura della Repubblica di Chieti ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Nicola Di Crescenzo, 58 anni di Guardiagrele, trovato carbonizzato venerdì mattina, nella sua auto in fiamme, a Roccamontepiano. Si tratta di un atto dovuto, disposto dal pubblico ministero Giuseppe Falasca, per consentire una serie di accertamenti, a partire da quelli medico-legali. Il fascicolo è a carico di ignoti. Al momento sono due le ipotesi: il gesto volontario o una disgrazia. A condurre le indagini sul rogo divampato in via Pomaro, vicino al sottopasso dell’ex statale 81, sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale e della stazione di Casalincontrada.
Considerando le lingue di fuoco altissime e alcuni elementi raccolti nel corso delle indagini, è probabile che l’uomo – titolare insieme al fratello di un’impresa edile a conduzione familiare – avesse in auto della benzina. È da accertare se il rogo – sicuramente partito da dentro l’abitacolo, come dimostra una fotografia scattata da un testimone – sia stato appiccato di proposito.
Secondo i familiari, Nicola non aveva motivi per farla finita: non ha mai parlato di problemi economici, né di altre questioni che lo preoccupavano. Resta da comprendere perché nell’ultima settimana Di Crescenzo, stando al racconto del titolare di un’azienda impegnata insieme alla sua in un intervento in un’abitazione di Roccamontepiano, non si è presentato sul posto di lavoro. Il 58enne era un fumatore: potrebbe aver perso il controllo dell’auto a causa di un malore e la caduta della sigaretta avrebbe fatto il resto, scatenando l’inferno di fiamme? Per ora, si tratta solo di un’altra ipotesi.
Tra domani e martedì, il pm affiderà l’incarico al medico legale Cristian D’Ovidio per eseguire gli esami radiografici e l’autopsia. Il riconoscimento è stato possibile dalla fibbia della cintura dei pantaloni, uno dei pochi oggetti risparmiati dal fuoco. Anche ieri gli investigatori hanno continuato ad ascoltare amici e conoscenti di Nicola. Tra i testimoni c’è un quarantenne di Guardiagrele che, probabilmente, è stato fra gli ultimi a incontrare il 58enne. «Come ogni mattina lunedì, alle 6.40, ci siamo visti al bar Angolo del sole di Pretoro», racconta, «lui ha comprato le sigarette: mi ha dato l’impressione che andasse di fretta, perché non si è fermato a fare colazione. Ci siamo salutati al volo, poi si è allontanato con la sua Panda. Il pomeriggio prima, verso le cinque, ci eravamo incontrati al benzinaio di Pretoro».
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