Morto dopo la lite con il fratello, una raccolta fondi per la famiglia

22 Gennaio 2021

Gli amici della vittima lanciano l’iniziativa sul web nel ricordo del 18enne: già donati oltre 5mila euro L’autopsia: è stata fatale l’emorragia cerebrale, disposti studi in 3D. Domani mattina l’ultimo saluto

MIGLIANICO. Una raccolta fondi sul web, per fare sentire alla famiglia Giansalvo il calore di chi conosceva Matteo, 18 anni, morto due giorni dopo la lite con il fratello Giuseppe, di tre anni maggiore, da domenica scorsa agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Quella organizzata sulla piattaforma Gofundme dagli amici della vittima è un’iniziativa rivolta anche a chi non aveva una conoscenza diretta del giovane di Miglianico, ma è rimasto colpito da una tragedia così dolorosa da varcare i confini del paese. Una tragedia innescata dal più futile dei motivi: una discussione per l’utilizzo di un rullo da pittore.
L’AMICO Scrive l’amico Simone, l’ideatore della raccolta fondi: «Vogliamo onorare nella maniera migliore possibile il ricordo di Matteo, dando un sostegno alla famiglia in questo momento molto difficile: nessuno merita la fine che il destino ha tenuto in serbo per lui. Era un ragazzo d’oro e come tale mi sento in dovere di omaggiarlo come lui merita: mettetevi una mano sulla coscienza, sono sicuro che voi al posto mio avreste fatto lo stesso». Le donazioni, fino alla mezzanotte di ieri, erano 177 e ammontavano a oltre 5.400 euro: l’obiettivo è raggiungere 20mila euro.
L’INCHIESTA Il colpo ricevuto alla testa ha determinato, oltre alla frattura del cranio, l'emorragia cerebrale che è risultata fatale. È questo l’esito dell’autopsia su Matteo, che si è spento nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pescara dove era arrivato già in coma, dopo essere stato colpito dal fratello con un rullo per dipingere. L’esame, disposto dal sostituto procuratore di Chieti Giancarlo Ciani, è durato oltre cinque ore ed è stato eseguito dal medico legale Cristian D'Ovidio che si è riservato 60 giorni di tempo. Serviranno ulteriori esami e studi, anche in 3D, per valutare la compatibilità delle lesioni riportate dalla vittima con il rullo e accertare l’intensità del colpo. Giuseppe, assistito dagli avvocati Luciano Di Felice e Massimiliano D’Aversa, non si dà pace: ai domiciliari a casa dell’altro fratello Emanuele, ripete in continuazione che non voleva uccidere né fare del male a Matteo. Secondo il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis, l’indagato voleva punire il fratello per l’atteggiamento arrogante verso la madre, dalla quale aveva preteso le sigarette. Ma è ragionevole pensare che la sua intenzione non fosse quella di uccidere: potrebbe essersi trattato di un gesto di rabbia, sfociato in un esito tragico presumibilmente non voluto e non previsto.
L’ULTIMO SALUTO I funerali sono in programma domani, alle 10, nella chiesa di San Rocco a Miglianico: potrà essere ospitato, in base alle disposizioni anti-Covid, un massimo di 120 persone.
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