Morto il giovane dell’assalto alla camionetta

3 Settembre 2014

Studente della d’Annunzio rimase coinvolto negli scontri di Roma del 2011, ma poi fu scagionato

CHIETI. Un gesto insensato che genera dolore, ma anche perplessità. Una scelta estrema per la quale gli inquirenti stanno cercando di dare una motivazione.

Si è tolto la vita con un colpo di fucile alla tempia il giovane Leonardo Vecchiolla, detto Chucky, 26 anni, studente universitario di psicologia alla d’Annunzio. Il tragico gesto nella casa dei suoi genitori ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Chuchy era salito alla ribalta delle cronache perché il 15 ottobre del 2011, dopo gli scontri tra manifestanti e polizia in Piazza San Giovanni a Roma, era stato arrestato a Chieti con l'accusa di aver preso parte all'assalto della camionetta dei carabinieri che poi fu data alle fiamme. Subito dopo il suo fermo ci fu un presidio di solidarietà sia davanti al carcere di Chieti che al Tribunale dell’ Aquila per chiederne la liberazione.

Vecchiolla venne poi scagionato nel novembre del 2011 dal Tribunale del Riesame per mancanza di prove. Momenti difficili per il giovane universitario rimasto in cella per diversi mesi. Fu lo stesso giovane ad affidare il proprio pensiero su quanto accaduto al sito web osservatoriorepressione.info, una lunga lettera nella quale Chucky aveva scritto: «Io come migliaia di altri mi considero vittima di repressione». Ancora increduli per il gesto estremo amici e familiari, Vecchiolla era padre di un bimbo di appena tre anni.

La Procura della Repubblica ha sequestrato il corpo del giovane e nelle prossime ore verrà eseguito l’esame autoptico dal medico legale.

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