Morto in grotta, oggi l’addio ad Alessio

9 Luglio 2020

L’autopsia conferma che il geologo di 41 anni è deceduto per asfissia da annegamento. I funerali alle 16 a Poggiofiorito

CHIETI. Oggi è il giorno del dolore. Alle 16 sono in programma i funerali di Alessio Carulli, il geologo 41enne di Arielli travolto e ucciso da una piena improvvisa – sabato scorso – all’interno della grotta la Risorgenza di Roccamorice. L’ultimo saluto ci sarà nella chiesa parrocchiale San Matteo Apostolo di Poggiofiorito. L’autopsia, eseguita ieri dal medico legale Federica Marola su incarico del pubblico ministero Fabiana Rapino, ha confermato che lo speleologo è morto per asfissia da annegamento. La procura di Pescara ha aperto un fascicolo sulla tragedia, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo a carico di ignoti, delegando le indagini ai carabinieri della compagnia di Popoli, agli ordini del capitano Giovanni Savini. Anche i vigili del fuoco, che si sono occupati del recupero dei dispersi insieme al Soccorso alpino, consegneranno una relazione in procura.
L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto nella grotta prima, durante e dopo la piena che ha sorpreso Alessio e gli altri due speleologi che sono riusciti a salvarsi, Giuseppe Pietrolungo di Pianella e Stefano Farinelli di Genga (Ancona). Loro ce l’hanno fatta, anche se sono finiti in ospedale con un principio di ipotermia: i soccorritori sono riusciti a tirarli fuori dopo aver svuotato con le idrovore il primo sifone, ovvero un passaggio completamente allagato della grotta. L’acquazzone estivo durato neanche mezz’ora, invece, è stato una trappola fatale per Carulli, rimasto incastrato all’altezza del secondo sifone. Gli investigatori vogliono anche accertare se occorrevano procedure specifiche o richieste di autorizzazione per entrare nella grotta.
Erano in cinque ad essersi accampati da venerdì scorso a qualche centinaio di metri dall’ingresso della grotta, un gruppo abruzzese (dello Speleo club di Chieti) e un altro marchigiano. Un’esplorazione a turni, per proseguire un progetto avviato anni fa, ovvero vedere fino a quando la Risorgenza s’infila nelle viscere della montagna. Tutti sono stati già ascoltati dai carabinieri. (g.let.)
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