Morto nella caduta dal belvedere, s’indaga per istigazione al suicidio

13 Novembre 2020

CHIETI. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio sulla morte di Luca La Rovere, 39 anni di Pretoro, con problemi di tossicodipendenza, che si è...

CHIETI. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio sulla morte di Luca La Rovere, 39 anni di Pretoro, con problemi di tossicodipendenza, che si è lanciato dal belvedere della villa comunale di Chieti schiantandosi sul marciapiede di via Ricci dopo un volo di quasi 5 metri. Al momento il fascicolo è contro ignoti: a indagare sulla tragedia avvenuta mercoledì mattina sono i poliziotti della squadra mobile, coordinati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante. Le immagini registrate da una telecamera del museo archeologico nazionale hanno confermato che quello di La Rovere è stato un gesto volontario: Luca era da solo e ha preso una breve rincorsa prima di buttarsi dal belvedere intitolato ad Ettore Troilo. I video sono stati analizzati dagli investigatori della seconda sezione della mobile, diretta dall’ispettore superiore Nicola Di Nicola.
L’apertura del fascicolo è un atto dovuto per consentire una serie di accertamenti, a partire dall’autopsia affidata al medico legale Pietro Falco. L’esame sarà eseguito nelle prossime ore, non appena arriverà l’esito del tampone Covid al quale è stata sottoposta la vittima. Adesso la polizia dovrà verificare se qualcuno, magari nel mondo della droga, abbia potuto spingere o pressare La Rovere a tal punto da indurlo a togliersi la vita. Decisiva sarà anche l’analisi del cellulare che il 39enne aveva con sé al momento della tragedia.
Gli investigatori hanno ricostruito nel dettaglio le ore precedenti al dramma. Martedì pomeriggio, a Pretoro, alcuni vicini di casa di La Rovere hanno telefonato al 112 dopo che il 39enne, alle spalle numerose denunce, aveva citofonato alla loro abitazione in stato confusionale introducendosi nella proprietà. Sul posto, oltre ai carabinieri, è intervenuta anche la sorella. Quest’ultima, ipotizzando che il fratello avesse assunto sostanze stupefacenti, lo ha accompagnato all’ospedale di Chieti e si è poi allontanata. Ma Luca non è mai entrato in pronto soccorso. Tra gli ultimi ad averlo visto in vita, poco dopo le 7 del mattino successivo, un cittadino che andava al lavoro e attraversava a piedi la villa comunale. L’uomo ha notato La Rovere che camminava a scatti nella zona del monumento ai Caduti e, di tanto in tanto, si sporgeva dalla balaustra per guardare giù.