Lanciano

Morto nella carpenteria, l’assicurazione chiamata in causa

20 Gennaio 2026

L’incidente sul lavoro, in cui aveva perso la vita il 34enne Mattia Finocchio, si è verificato a Mozzagrogna nel 2023

LANCIANO. «Inammissibilità della chiamata in causa dell’assicurazione dei due imputati per questioni tecniche»: è questo il motivo per cui il giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi, ha rinviato al 2 marzo l’udienza in cui doveva pronunciarsi sul rinvio a giudizio o meno di N.T., 77 anni e S.T., 46, di Atessa, rispettivamente titolare e ingegnere progettista e installatore dell'impianto di aria compressa realizzato nella Carpenteria Pugliese di Mozzagrogna - rappresentati dall’avvocato Alfonso Ucci - accusati di omicidio colposo, della morte di Mattia Finocchio, 34 anni, di Tornareccio.

Finocchio, operaio di una ditta esterna alla Carpenteria Metallica Pugliese, nell’agosto 2023, dopo aver concluso un intervento di cablaggio elettrico all'interno della azienda, fu colpito alla testa da una sbarra di ferro che si era staccata a causa dello scoppio di un tubo dell’aria di un compressore. Un terribile incidente sul lavoro che ha portato sotto accusa i titolari dell’impianto in particolare per il mancato rispetto delle norme di sicurezza.

Ma nell’udienza di ieri più che discutere del tragico incidente, della causa del cedimento strutturale del raccordo, ci si è soffermati sulla chiamata in causa dell’assicurazione che era stata fatta nell’udienza precedente, in cui si è costituita parte civile la madre del 34enne, rappresentata dall’avvocato Alessandra Cappa. «Un’udienza tecnica», commenta l’avvocato Ucci, «perché l’assicurazione ritiene di non dover essere chiamata in causa perché non ci sarebbe un collegamento diretto con l’incidente, come accade ad esempio nei sinistri stradali. Il giudice verificherà la legittimità o meno della richiesta. Da qui la nuova udienza fissata al 2 marzo».

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