Morto nello schianto in scooter, sul ponte i guardrail danneggiati

20 Settembre 2021

Oggi l’esame sul corpo di Nicolino Palucci, 43 anni, deceduto nell’incidente di sabato pomeriggio Il pericolo nel tratto della provinciale: protezioni a bordo strada piegate e spezzate in più punti

MIGLIANICO . Un lumino acceso sul piccolo passaggio pedonale lungo il ponte sul fiume Foro è quel che resta della tragedia che si è consumata sabato sulla provinciale 34, a Miglianico. Ieri, nella mattina successiva all’incidente in cui ha perso la vita nello schianto in scooter Nicolino Palucci, 43 anni, operaio di Francavilla, i conducenti delle auto in transito rallentavano gettando uno sguardo verso il ciglio di quella strada che sembra maledetta. Nello stesso punto, il 26 ottobre del 2014, persero la vita i fratelli Pierpaolo e Valentina Timperio, di 27 e 23 anni. A loro è dedicato un messaggio che giace a bordo strada, a pochi metri di distanza dove i soccorritori sabato pomeriggio hanno trovato privo di vita l’operaio francavillese.
A distanza di ore dallo schianto con lo scooter Kymco, con cui Palucci viaggiava in direzione Miglianico-Tollo, a terra si notano i segni tracciati dai carabinieri della stazione di Miglianico e del nucleo operativo e radiomobile di Ortona. Alzando lo sguardo, invece, è impossibile non notare il guardrail di un ponte per cui appare chiara la scarsa manutenzione. Con protezione piegate in più punti, in altre addirittura spezzate, il ponte mostra tutto il suo declino. Ma è in generale l’intero tratto che sembra abbandonato al suo destino. Anche i rifiuti vengono lasciati a qualche decina di metri dalla zona della tragedia, mentre erba incolta cresce tra le spaccature del cemento e sul ciglio della carreggiata. «Quel punto è pericoloso. Lì sono i morti anche i miei figli. Perché la strada non viene messa in sicurezza?», continua a ripetere Nando Timperio, che a distanza di sette anni dalla morte di Pierpaolo e Valentina non si dà pace. E probabilmente non se ne darà mai.
Sull’incidente mortale di sabato pomeriggio la procura di Chieti ha aperto un’inchiesta. Oggi è prevista l’ispezione cadaverica sulla vittima. Se non verranno riscontrate anomalie, la salma sarà riconsegnata ai familiari per i funerali. Santa Cecilia è una contrada di Francavilla in lutto: qui Nicolino viveva con il papà Raffaele e la mamma Maria, originari di Castiglione Messer Raimondo. Il 43enne lascia anche i fratelli Moreno, Enzo e la sorella Berenice. Alla famiglia resta solo un dolore grande e inconsolabile.
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