Morto per asfissia nell’auto: oggi c’è l’addio

La tragedia del 58enne Nicola Di Crescenzo deceduto lo scorso 3 marzo a Pomaro di Roccamontepiano
GUARDIAGRELE. Si tengono oggi pomeriggio, a 23 giorni dalla morte, i funerali di Nicola Di Crescenzo, 58 anni, trovato carbonizzato nella sua auto in fiamme venerdì 3 marzo scorso a causa di un’asfissia acuta, conseguente all’inalazione dei fumi dell’incendio dei veicolo. L’autopsia, eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, nominato come consulente dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca, ha evidenziato che l’uomo era vivo nel momento in cui sono partite le fiamme, escludendo violenze da parte di terze persone. Nei giorni scorsi è stato eseguito l’esame del Dna che ha consentito il riconoscimento ufficiale della salma, trovata nella sua Fiat Panda in via Pomaro, a poca distanza dal bivio per Roccamontepiano e Casalincontrada, vicino all’uscita della fondovalle Guardiagrele-Bucchianico. La famiglia dell’uomo, assistita dall’avvocato Pietro D'Amico, aveva nominato come consulente per l’autopsia Ildo Polidoro. Di Crescenzo, specializzato nel realizzare opere in pietra, quella mattina trasportava benzina per alimentare alcuni attrezzi e stava andando al lavoro, poco prima delle 7: potrebbe essere stata la fiamma dell’accendino, al momento di fumare una sigaretta, ad aver provocato l’esplosione.
Per il decesso di Nicola, titolare insieme al fratello di un’impresa edile a conduzione familiare, la procura della Repubblica di Chieti aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo: un atto dovuto, disposto dal pubblico ministero per consentire una serie di accertamenti, a partire da quelli medico-legali. Il fascicolo è a carico di ignoti. A condurre le indagini sul rogo sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale e della stazione di Casalincontrada
La camera ardente non è stata allestita. Il feretro giungerà a Porta San Giovanni alle 16.15 per le esequie nella chiesa di Santa Maria Maggiore. L’uomo lascia la moglie Loredana, le figlie Letizia e Lorenza, i nipotini, la mamma e il papà, il fratello e numerosi altri parenti.
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