Morto per il pugno alla testa C’è l’identikit dell’aggressore

22 Marzo 2019

PAGLIETA. Giovane, sui 25 anni, di carnagione chiara e straniero, forse romeno. Sarebbe questo l’identikit dell’aggressore di Umberto Ranieri, quello che ha colpito con un pugno e ucciso l’artista...

PAGLIETA. Giovane, sui 25 anni, di carnagione chiara e straniero, forse romeno. Sarebbe questo l’identikit dell’aggressore di Umberto Ranieri, quello che ha colpito con un pugno e ucciso l’artista 55enne di Paglieta. I carabinieri ci sarebbero arrivati grazie ad alcune immagini delle telecamere sistemate vicino al luogo dove è avvenuta l’aggressione domenica scorsa, a largo Preneste, alla periferia est della Capitale. Si punta anche alle testimonianze dei residenti, perché i quattro ragazzi sarebbero frequentatori della piazza, dove Umberto si fermava spesso a passeggiare o a leggere. Il giovane si è dileguato subito dopo che Ranieri è stramazzato a terra, fuggendo insieme ad altre tre persone, un uomo e due donne, tutti tra i 20 e i 30 anni. Dalle indagini emerge inoltre che l’artista, deceduto mercoledì dopo tre giorni di agonia all’ospedale San Giovanni, potrebbe essere stato ucciso per aver rimproverato il giovane aggressore. La famiglia, con in testa papà Filomeno, chiede giustizia: «Non si può morire ammazzato mentre si cammina in strada, senza motivo». Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center, ricorda che Ranieri già nel 2006 fu vittima di un’aggressione omofoba: «In attesa di chiarezza, chiediamo al governo di approvare al più presto una legge contro l’omofobia. Organizzeremo una mostra fotografica con le opere di Umberto». (s.so.)
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