Morto quattro ore dopo la caduta La Procura chiede altre indagini

Sul decesso di Franco Mancini, 50 anni, il procuratore Di Florio dispone ulteriori accertamenti Cerella, difensore dell’unico indagato: «Filmati e tabulati telefonici scagionano il mio assistito»
VASTO. Poteva essere salvato Franco Mancini, il 50enne conosciuto da tutti a Vasto come “Franchino”, morto la notte fra il 2 e 3 settembre 2021? La domanda al momento è ancora senza risposta. Il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, ha chiesto un supplemento di indagine. I particolari da chiarire sulla morte di Franchino sono tanti e Di Florio è deciso a fare massima chiarezza sulla tragedia. Al momento c'è una persona indagata per omicidio preterintenzionale. È un giovane di 28 anni che diede al 52enne una pacca definita “amichevole” su una spalla. «I filmati, così come i tabulati telefonici, scagionano il mio assistito», afferma l'avvocato difensore Antonello Cerella. «Il mio cliente non ha colpito la vittima, né mai avrebbe voluto fargli del male», sottolinea Cerella.
La famiglia della vittima, è assistita dall'avvocato Massimiliano Fiore. La sequenza che ha portato alla morte di Franco Mancini è stata più volte controllata dalla polizia. «L'obiettivo», ricorda Cerella, «ha ripreso Franchino che si avvicinava al ventottenne che lo ha respinto una prima volta. Franchino però si è riavvicinato ancora al giovane che lo ha scansato e la seconda spinta ha fatto cadere Franco Mancini che ha battuto la testa. Il ventottenne, aiutato da altre persone che erano sul posto (una ragazza ha prestato i primi soccorsi) hanno aiutato Franchino a rialzarsi e a sedersi. La spinta è stata leggera», insiste l’avvocato Cerella. «Lo conferma il fatto che sul corpo non sono stati trovati segni. Il 28enne indagato lasciò Vasto Marina alle 3. A quell'ora Franchino era seduto e vivo».
L'uomo venne ritrovato quattro ore dopo, steso su un marciapiede. Inutile la corsa al San Pio. Mancini non era più cosciente e morì poco dopo. Cosa accadde dalle 3 alle 7? In che condizioni era il 52enne alle 3? Intervennero altre persone prima della sua morte? I risultati delle perizie richieste dalla Procura ed eseguite dal medico legale Pietro Falco non sono state ancora consegnate a Di Florio.
Gli investigatori hanno in mano solo i risultati della perizia esterna sul corpo della vittima. Franchino non aveva lividi, ematomi o segni di percosse. Il perito confermò subito un trauma cranico che probabilmente provocò una lenta emorragia interna. «Accertato che la causa del decesso fu un trauma», dice l'avvocato Antonello Cerella, «è fondamentale accertare se il trauma è stato provocato da una spinta, da una caduta accidentale o da altro e soprattutto stabilire cosa avvenne dalle 3 alle 7». L’avvocato Cerella è per questo soddisfatto per l'approfondimento delle indagini.
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