Morto un agente del carcere A Lanciano i positivi sono 229 

Prima vittima del focolaio scoppiato nella casa circondariale: aveva 59 anni. La rabbia dei sindacati Altri 10 contagiati nella residenza Santiago. Pupillo: casi in netta ripresa, centinaia in quarantena

LANCIANO. Prima vittima nel focolaio scoppiato nel carcere di Lanciano. A perdere la vita l’ispettore di polizia penitenziaria Michele De Cillis, 59 anni, da 27 in servizio a Villa Stanazzo. Situazione difficile nel carcere come nel resto della città e nell’altro focolaio della residenza Santiago dove si contano altri 10 positivi. Sono ben 229 i contagiati a Lanciano. A Pizzoferrato attesi oggi i risultati dei 130 tamponi effettuati ieri in paese dopo l’allarme contagi con 43 infetti su mille abitanti in pochi giorni.
CARCERE Cordoglio e rabbia: sono questi i sentimenti di amici e colleghi di De Cillis, l’ispettore morto lunedì sera nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Bisceglie dove era ricoverato per aver contratto il Covid nel carcere di Lanciano. Come ricordano i colleghi, De Cillis dal 1994 era nel penitenziario di Villa Stanazzo, dove aveva ricoperto anche l’incarico di responsabile dell’ufficio servizi. Nel 2013 era stato insignito della Medaglia d’oro al merito di servizio per la sua condotta impeccabile. «Siamo vicini alla famiglia del nostro collega», scrivono in una nota Sappe, Osapp, Uil Pa, Uspp, Fns Cisl e Fp Cgil, «altra vittima del Covid e soprattutto di una strage silenziosa ed amara che continua a piegare il nostro Paese e preoccupa tanto gli istituti penitenziari, vista l’escalation di contagi accertati all'interno delle carceri, come quello di Lanciano». Dove i contagiati sono 55: 40 detenuti, 11 agenti e 4 persone tra gli operatori sanitari.
SANTIAGO Non va meglio nell’altro focolaio cittadino, quello della residenza protetta Santiago. Se a livello organizzativo non ci sono problemi, come evidenziato nei giorni scorsi dalla direttrice sanitaria Laura Salemme, ce ne sono invece per i contagi: ci sono altri 10 positivi (9 anziani e un operatore). Diventano così 72 i contagiati nella residenza: 53 anziani e 19 operatori. Alcuni anziani sono stati trasferiti negli ospedali Covid avendo patologie pregresse e qui 5 sono purtroppo deceduti. In città i casi continuano a salire: «Sono in netta ripresa», dice Pupillo, «ci sono 229 positivi e 412 guariti, centinaia di persone in quarantena e non solo relativi ai due focolai. Bisogna fare attenzione».
PIZZOFERRATO È atteso per oggi il responso dei 130 tamponi fatti ieri a Pizzoferrato, focolaio Covid con 43 positivi su mille abitanti. La neve e il gelo non hanno fermato le due equipe del 118 che hanno fatto i tamponi fino alle 23 ai 130 cittadini che si sono presentati per aver avuto contatti più o meno stretti con i positivi che appartengono a 20 nuclei familiari. Un lavoro enorme che serve, come ricordato dal manager Asl Thomas Schael, per tracciare la situazione e bloccare i contagi. Che sarebbero partiti da alcune feste in famiglia e dalle riunioni, con tavolate, di più famiglie per la macellazione dei suini.