Morì a 25 anni in sella alla moto: condannata l’automobilista

6 Giugno 2023

Andrea Costantini era diretto a Vasto con la ragazza quando una Fiat Panda gli ha tagliato la strada La conducente ha patteggiato un anno e 4 mesi: era alla guida in stato di alterazione psicofisica

LANCIANO. Doveva essere una giornata di sole, mare, beach volley e spensieratezza, invece quel 4 luglio 2021 Andrea Costantini, 25 anni di Pescara, ha perso la vita. In sella alla sua moto, una Triumph, con la ragazza che riportò lesioni, è rimasto vittima di un incidente. Ieri, A. D. P., 49 anni, di Lanciano, la donna che era alla guida della Fiat Panda con cui la moto si scontrò, è finita dinanzi al giudice per le udienze preliminari, Giovanni Nappi, con le accuse di omicidio stradale, guida in stato di alterazione psicofisica e una serie di violazione degli articoli del Codice della strada. È stata condannata dal giudice ad un anno e quattro mesi di reclusione pena sospesa e la patente ritirata per un anno (sanzione già scontata). Condanna che è frutto di patteggiamento. A rappresentare la donna gli avvocati Alberto Paone e Pietro Cotellessa.
Secondo l'accusa - in aula il sostituto procuratore Serena Rossi - basata sulle indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Ortona, Costantini stava andando a Vasto, da Pescara, dove viveva, per fare il tifo per la sorella impegnata in una partita di beach volley. Era sulla statale 16, all’altezza di Fossacesia, quando un’auto, la Panda guidata dalla 49enne lancianese, che procedeva nello stesso senso di marcia della moto, Fossacesia- Vasto, è uscita improvvisamente dalla fila per superare le auto ferme o in lento movimento, superando la linea bianca di mezzeria, senza guardare lo specchio retrovisore e laterale: non ha visto che arrivava appunto la Triumph guidata da Andrea Costantini che aveva già avviato la manovra di sorpasso. Il 25enne, che viaggiava a 104 km/orari (il limite di velocità è di 90 km/h), ha cercato di evitare la Panda: ha frenato, per 13,50 metri, poi l’impatto - che pure ha cercato di evitare lasciandosi scivolare sul lato sinistro - terribile. Il semi-manubrio destro della moto è finito contro il disco della ruota posteriore della Panda e il suo terminale di scarico. I pezzi della moto e la macchina sono finiti prima nella corsia opposta e poi in un canneto e hanno preso fuoco, per via della benzina fuoriuscita dal serbatoio della moto. Un urto violento; per Andrea non c'è stato purtroppo scampo. La ragazza invece ha riportato fratture ed escoriazioni ed è finita in ospedale assieme alla conducente dell’auto.
La 49enne ha risposto anche di guida in stato di alterazione psicofisica. Una tragedia immane per la famiglia di Andrea, tra cui il papà Paolo, maggiore della polizia municipale di Pescara, per gli amici, i colleghi di lavoro dell'azienda di cosmetici in cui lavorava; il dolore per la vita di un ragazzo solare che amava le escursioni, i paesaggi abruzzesi e la fotografia spezzata in una mattina di luglio che doveva essere di riposo e spensieratezza.
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