Morì dopo 40 giorni di agonia, altre indagini

Furci. La Procura dispone nuovi accertamenti sul decesso di Argentieri. La parte civile: ma fate presto
FURCI. Un anno fa cominciava per Giustino Argentieri, 69 anni, di Furci, ex consigliere comunale, un’odissea sanitaria finita ad aprile scorso con la morte dell’uomo dopo 40 giorni di agonia al San Pio. Qualche giorno fa la Procura ha disposto una proroga delle indagini per stabilire se Argentieri avrebbe potuto essere salvato. «Sono soddisfatto», dice l’avvocato Enrico Valentini di Roma che rappresenta in giudizio la moglie e le figlie dell’uomo. Argentieri morì il 19 aprile dopo tre interventi chirurgici e un ricovero in Rianimazione. L'autopsia fu fatta il 23 aprile. Ma il medico legale ha necessità di altro tempo per fornire risposte. «Concordo con la necessità di chiarire invocata dalla Procura», dice l’avvocato Valentini. «La triste vicenda presenta degli aspetti medici che vanno approfonditi per verificare di chi sia la responsabilità della morte di Argentieri. Mi auguro, tuttavia, che non trascorra ancora troppo tempo, come già avvenuto per il caso Lorenzo Di Nardo che richiese un anno e due mesi per il deposito della perizia. Ho sollecitato pertanto il consulente tecnico del pm affinché dopo 7 mesi arrivino risposte alle aspettative di verità che hanno la moglie e le figlie del morto. Sarebbe un bel regalo di Natale, il primo Natale senza il papà», dice l’avvocato della parte civile.
La famiglia del 69enne vuole sapere perché il loro caro è morto. Il sostituto procuratore di Vasto, Gabriella De Lucia, ha iscritto nel registro degli indagati 18 fra medici, anestesisti e operatori sanitari vari.
«È un atto dovuto. Gli indagati sono a primi a volere chiarezza», afferma l’avvocato Antonello Cerella che difende una decina di accusati del decesso. (p.c.)
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