Morì per una buca sull’asfalto Sentenza prevista a settembre

10 Maggio 2018

CASTELGUIDONE. È prevista a settembre la sentenza del tribunale di Vasto sulla morte di Luigi Muscariello, l’operaio 39enne di Castelguidone deceduto nel 2013 in seguito a un incidente sulla...

CASTELGUIDONE. È prevista a settembre la sentenza del tribunale di Vasto sulla morte di Luigi Muscariello, l’operaio 39enne di Castelguidone deceduto nel 2013 in seguito a un incidente sulla Provinciale 198 che collega il comune dell’Alto vastese con la Fondovalle del Trigno. Ieri i giudici hanno ascoltato diversi testimoni per accertare l’esistenza o meno di responsabilità a carico di Maurizio Campati, finito a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. L’imputato, delegato al servizio di vigilanza e manutenzione stradale dell’Anas, è difeso dall’avvocato Giovanni Cerella. La famiglia Muscariello si è costituita parte civile. La vicenda è delicata e controversa. Le decisioni dei giudici potrebbero dare la stura a molte altre sentenze analoghe. Luigi Muscariello, operaio Pilkington e abile centauro, morì l’8 aprile 2013, otto giorni dopo un incidente motociclistico avvenuto il giorno di Pasquetta sulla strada provinciale 198, nel tratto che da Castiglione Messer Marino porta a Castelguidone. Muscariello era in sella alla sua moto, una Yamaha T max 500. Improvvisamente perse il controllo della moto che sbandò e andò a schiantarsi contro il guardrail. Il motociclista, proiettato sull’asfalto, strisciò per diversi metri prima di finire contro il parapetto di metallo. Nonostante il casco l’uomo riportò un trauma cranico. Trasportato in elicottero a Pescara, Muscariello non si svegliò più dal coma. Tante le ipotesi formulate subito dopo la disgrazia. La famiglia non ha mai creduto a una disattenzione o a una manovra sbagliata del motociclista. Luigi era troppo abile oltre che prudente. A giudizio della famiglia la sbandata improvvisa doveva essere stata per forza provocata da qualcosa. Secondo i carabinieri di Schiavi d’Abruzzo, che indagarono sull’incidente su incarico della Procura, a causare lo sbandamento della Yamaha fu una buca. La ruota finì nella buca e per il suo guidatore fu impossibile evitare la caduta. Fra quattro mesi è prevista la discussione e la sentenza. (p.c.)
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