Moto e Ducato tengono Ma l’occupazione va ko

5 Gennaio 2017

Con la chiusura di Cometa e Progetto Meccanica persi cento posti di lavoro Honda e Sevel festeggiano produzioni record, resta l’incognita San Marco

ATESSA. Oltre cento posti di lavoro persi nell'indotto Honda, ormai del tutto scomparso, la vertenza San Marco da tenere sotto controllo e che insidia i primi giorni del 2017 e i colossi Honda e Sevel che trainano la Val di Sangro con buone prospettive anche per l'anno che verrà.

Il bilancio del 2016 del settore automotive, il sistema delle imprese che occupa 25mila dipendenti in provincia di Chieti, con un fatturato di 7 miliardi di euro e che rappresenta oltre il 15% del Pil Industria regionale, si riassume così.

Se da un lato i mercati internazionali di moto, scooter e veicoli commerciali leggeri (primo fra tutti il Ducato made in Fiat) fanno tirare il fiato all'economia regionale, dall'altro il bilancio di chi resta indietro è lacrime e sangue. Nel 2016 la chiusura delle fabbriche Cometa (subfornitura per motocicli, quad, motoslitte, moto d’acqua) e Progetto Meccanica (ex Verlicchi, che produceva telai e forcelle per gli scooter Sh 125 e 150 della Honda) ha decretato la perdita del posto di lavoro di oltre cento dipendenti. Persone di mezza età e padri di famiglia che non hanno più trovato un collocamento, essendo gli stabilimenti altamente specializzati e fabbriche monoclienti Honda. È l'effetto dell'implosione del consorzio Cisi, rete di piccole e medie imprese che era nata a sostegno proprio dell'indotto Honda, la cui fornitura è oggi garantita dal Sud-Est asiatico.

«Lo smantellamento di quell'indotto», attacca Davide Labbrozzi, Fiom-Cgil, «è da attribuire solo all'attuale dirigenza Honda che ha deciso di punire il vecchio sistema industriale con un bilancio negli anni di centinaia di posti di lavoro. Fabbriche come Intesa Meccanica, Marpresse, Marplastica, sono letteralmente state spazzate via».

HONDA E SEVEL. Ma c'è anche chi festeggia record e rinascite. La Sevel ha appena dichiarato la produzione più alta di sempre: 290.010 furgoni (+ 11,2% rispetto al 2015) ed è pronta già a tre giornate di turni straordinari, sabato 14 e 21 gennaio e domenica 29. «Abbiamo record produttivi ormai da qualche anno», interviene Nicola Manzi, Uilm-Uil, «ma continuiamo ad avere in Val di Sangro solo il 15% dell'indotto. Sarebbe il caso che la Regione e le istituzioni colgano questa opportunità per spingere Fca (Fiat-Chrysler) a investire sul territorio, tenendo presente che ormai la fornitura a km 0 è una necessità e un elemento di risparmio e di ottimizzazione dei costi e dei trasporti per le grandi aziende». Anche la Honda viaggia veloce. «Grazie agli accordi sottoscritti e all'impegno dei lavoratori», osserva Domenico Bologna, Fim-Cisl, «siamo ormai fuori dalle secche. È arrivato il nuovo modello di scooter e per il prossimo anno è prevista la produzione di una maxi moto, cosa che auspicavamo da tempo. Dal 9 gennaio si ricomincia con i mini turni, si tratta di ben 150 posti di lavoro. Ci auguriamo che con questi presupposti Honda torni a ricoprire il ruolo importante che svolgeva in passato».

SAN MARCO. L'incognita del 2017 riguarda la San Marco (lavorazioni per il settore automotive e stradale) dove sono in bilico 80 posti di lavoro su 164. Dopo il fallimento del 2012 l'azienda con sedi a Lanciano e Atessa è gestita dal gruppo Blutec (ex Stola) e dalla curatela fallimentare che ne tutela la vendita. Si va avanti a furia di aste: l'ultima, deserta, quella del 20 dicembre. A fine gennaio ce ne sarà un'altra, ma l'incognita resta. Tutto doveva risolversi il 31 ottobre scorso, ma con una proroga dell'ultima ora si andrà avanti fino a marzo. Poi chissà.

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