Moto in chiesa e palloncini «Marco è sempre con noi»

Chiesa di San Pietro gremita per l’ultimo saluto all’operaio della Trigano Van Don Gregorio ai giovani: «Trasformate la vostra vita in un capolavoro»
LANCIANO. La moto Aprilia, con gli adesivi “Marco 29” e il casco, è accanto al feretro, ai piedi dell’altare. Dalla foto, incorniciata e posata sulla bara di legno chiaro, Marco, occhi vispi e barba incolta, sorride. È quel sorriso che ricorderanno per sempre familiari e amici che ieri, nella chiesa di San Pietro, si sono ritrovati per dare l’ultimo saluto a Marco Cialfi, il 29enne operaio della Trigano Van morto domenica nello schianto con la sua auto.
CHIESA GREMITA. È piena la chiesa di San Pietro, parrocchia di Marco e della sua famiglia. Il feretro è arrivato qui lunedì sera da Termoli, dopo il nulla osta della Procura di Larino. La salma rimane esposta tutta la mattina. Dal primo pomeriggio, alla spicciolata, familiari, amici e conoscenti si radunano per le esequie che iniziano alle 15,30. Si stringono intorno a mamma Mirella, che ringrazia tutti dell’affetto ricevuto, a papà Lucio, informatore medico in pensione che cerca di farsi forza, ai fratelli maggiori Davide e Fabrizio. Un gruppo di amici preferisce stare in piedi, accanto ai primi banchi, come per stare più vicino all’amico che non c’è più. Ci sono anche i compagni di scuola dei nipoti, Benedetta e Lucio. Inconsolabile la nonna Antonietta, mentre nonno Guerino asciuga lacrime silenziose con un fazzoletto di stoffa.
LA PASSIONE PER LE MOTO. Accanto al feretro, ai piedi dell’altare, c’è la moto Aprilia da corsa che Marco amava guidare. Sul parabrezza gli adesivi con il suo nome e il numero, 29. La passione per le due ruote era quello che lo descriveva meglio, così la famiglia ha voluto al suo fianco quella compagna di avventure, che lo accompagnasse anche in quest'ultimo viaggio. «Era giovane Marco e fino a qualche giorno fa sorrideva in mezzo a noi, carico di sogni e di speranze», dice nell’omelia il parroco, don Gregorio Lydeck, «carissimi giovani qui presenti, accogliete un monito semplice che parte dalla bara del vostro amico Marco, che ha conosciuto la notte prima della sera, e trasformate la vostra vita in un capolavoro». Al termine della funzione nessuno prende la parola, ma tutti si radunano attorno al feretro. C’è dolore e incredulità sulle facce dei presenti, c’è chi scuote la testa, chi si abbandona al pianto. All’esterno della chiesa si formano due ali di folla. All’uscita del feretro vengono fatti volare dei palloncini bianchi e parte un lungo applauso. «Esprimo vicinanza alla famiglia in un momento così doloroso», si unisce al cordoglio il sindaco Mario Pupillo.
DOMENICA LO SCHIANTO. Marco Cialfi ha perso la vita domenica, intorno alle 8,30, di ritorno in auto da Termoli. Sulla tangenziale nord, in direzione di Vasto, il 29enne ha sorpassato una Jeep Renegade e dopo ha perso il controllo della sua Lancia Y. L’auto è finita contromano, sulla corsia opposta, e si è schiantata contro il guardrail di una piazzola di sosta. Nella Jeep appena sorpassata viaggiava l’ex fidanzata, che ha assistito impotente allo schianto. I due si erano lasciati mesi addietro. Le indagini, condotte dalla polizia stradale di Termoli, proseguono al momento senza indagati.
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