Motorizzazione, funzionaria indagata: spumante e regali in cambio di favori

7 Marzo 2023

La donna nei guai per corruzione, la procura: ha attestato il falso per agevolare il titolare di un’agenzia di pratiche auto E le indagini della squadra mobile svelano anche un’associazione per delinquere che collaudava veicoli privi dei requisiti

CHIETI. Non solo «un’associazione per delinquere» che gestiva un giro di falsi collaudi. L’ultima inchiesta della procura che tocca la Motorizzazione civile di Chieti – la seconda nel giro di pochi mesi – svela episodi di corruzione: una funzionaria dell’ente pubblico è accusata di aver compiuto «atti contrari ai propri doveri d’ufficio» in cambio di regali, nello specifico un portafoglio, un panettone, una bottiglia di spumante, uno scialle e generi alimentari.
L’INCHIESTA
Il pubblico ministero Giancarlo Ciani ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di cinque persone: oltre alla dipendente, sono coinvolti un altro funzionario (nel frattempo andato in pensione), un imprenditore – proprietario di una ditta che si occupa della compravendita di automezzi – e due titolari di agenzie di pratiche automobilistiche. Gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogati; poi la procura deciderà se sollecitare il rinvio a giudizio o l’archiviazione. L’inchiesta è stata condotta dai poliziotti della squadra mobile di Chieti.
LE ACCUSE
In base alle accuse, l’imprenditore, il funzionario e uno dei titolari dell’agenzia di pratiche auto hanno dato vita a un gruppo criminale, finalizzato «al compimento di più falsi ideologici in atto pubblico», attivo dal luglio 2019 al marzo 2021. Il primo è ritenuto il «promotore» dell’associazione per delinquere; gli altri due, invece, avrebbero rispettivamente taroccato gli atti di collaudo dei mezzi di proprietà dell’imprenditore e stampato i libretti di circolazione dei veicoli.
FALSI COLLAUDI
Più nel dettaglio, i tre hanno attestato falsamente l’esito positivo del collaudo di alcuni automezzi «nonostante gli stessi fossero sforniti delle caratteristiche tecnico-amministrative previste dalla normativa». Il funzionario della Motorizzazione e il titolare dell’agenzia automobilistica sono finiti nei guai anche per aver attestato, sempre falsamente, l’esito positivo della revisione di un rimorchio e della pratica di nazionalizzazione di un automezzo, nonostante «la mancanza del certificato di approvazione e del documento originario del veicolo, cioè la carta di immatricolazione estera».
IL FINTO FURTO
Il funzionario deve rispondere pure di simulazione di reato: avrebbe inscenato il furto di due faldoni di documenti che contenevano fascicoli relativi ad autoveicoli da lui collaudati o ancora da collaudare. Più precisamente, il dipendente pubblico ha presentato una falsa denuncia affermando che aveva prelevato questi documenti, conservandoli nella sua automobile, perché doveva essere collocato in smart working nel periodo dell’emergenza Covid.
LA CORRUZIONE
Una funzionaria della Motorizzazione, invece, è stata iscritta nel registro degli indagati perché, ricevendo come «utilità» un portafoglio, un panettone, una bottiglia di spumante, uno scialle e generi alimentari dal titolare di un’agenzia di pratiche auto, ha fatto accesso ai terminali del suo ufficio eseguendo un aggiornamento dei dati tecnici di un semirimorchio, senza avere titolo per fare questa variazione, apponendo dati falsi e senza aver eseguito alcuna verifica sul mezzo. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonello D’Aloisio, Marco Femminella, Delia Verna e Marco Cozza.
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