Movida, Daspo ai violenti Il questore: tolleranza zero

8 Giugno 2021

Gargano pronto a firmare le prime “espulsioni” dai luoghi del divertimento

CHIETI. «Avremo tolleranza zero nei confronti dei violenti della movida. Puniremo chi sbaglia». Il questore Annino Gargano rafforza i controlli dopo l’ingresso in zona bianca, con l’abolizione del coprifuoco, e si prepara a firmare i primi “Daspo Willy”, ovvero il divieto di frequentare i locali che prende il nome dal giovane di Colleferro pestato a morte, lo scorso settembre, in una rissa. Insomma: chi si renderà protagonista di episodi di violenza rischia concretamente di essere raggiunto da un provvedimento amministrativo che lo obbligherà a rimanere lontano dai luoghi del divertimento. C’è poco da scherzare: la violazione è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e con una multa da 8.000 a 20.000 euro.
RIUNIONE IN PREFETTURA Il tema è stato trattato nell’ultimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Armando Forgione. La risposta delle istituzioni dopo alcune risse avvenute nel Vastese e a Chieti Scalo è arrivata: non solo più pattuglie sulle strade e denunce alla procura nei confronti dei responsabili, ma anche l’avvio della procedura per decretare una sorta di espulsione dalla movida di coloro che rappresentano un pericolo per la sicurezza, soprattutto serale e notturna. E ancor di più adesso che, dopo 15 mesi di divieti, sacrifici e chiusure per l’emergenza Covid, si sta tornando gradualmente alla normalità, senza limitazioni di orario.
RISPOSTA INCISIVA Il “Daspo Willy”, come sottolinea il questore Gargano, è uno «strumento efficace per evitare che gli autori di gravi fatti possano ripetere nuovamente azioni che mettono seriamente a rischio chi li circonda». Una risposta incisiva, dunque, per scongiurare che questi episodi sfocino in epiloghi tragici, come nel caso del 21enne capoverdiano Willy Monteiro Duarte.
LA NORMA Il divieto di accesso «agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento» può scattare nei confronti di coloro che «abbiano riportato una o più denunce o condanne anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di droga, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico». Non è più necessario, quindi, attendere il passaggio in giudicato della sentenza di condanna o la conferma in appello della pronuncia di primo grado: il questore adotta la misura «per ragioni di sicurezza» e dopo aver valutato «gli elementi derivanti dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria e gli accertamenti di polizia». Nei confronti degli spacciatori lo stop può durare fino a cinque anni.
STOP ALLA VIOLENZA Il questore può disporre il Daspo anche nei confronti delle persone «denunciate, negli ultimi tre anni, per reati commessi in occasione di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi o in locali di pubblico trattenimento e nelle immediate vicinanze degli stessi, o per reati non colposi contro la persona, contro il patrimonio o con l’aggravante della discriminazione razziale». In questo caso, la durata del provvedimento può variare da sei mesi a due anni. Le nuove norme prevedono anche un giro di vite per il reato di rissa: se qualcuno rimane ucciso o riporta delle lesioni personali, la pena, per la sola partecipazione, va da sei mesi a sei anni (prima era da tre mesi a cinque anni).
I CONTROLLI Già nell’ultimo fine settimana è stata potenziata la presenza di agenti e militari, con l’impiego di cani antidroga e della polizia amministrativa per i controlli nei locali di Chieti Scalo. A Vasto è stata sventata una rissa, mentre tra San Vito e Fossacesia sono stati multati in 15 per la violazione delle norme anti-Covid.
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