Movida violenta, 2 giovani feriti al volto

Gli amici sudamericani accerchiati e colpiti con calci e pugni da 4 marocchini, di cui uno già identificato dalla polizia
CHIETI. La movida di Chieti Scalo torna a macchiarsi di un episodio di violenza. Durante la scorsa notte un 22enne argentino e un 24enne venezuelano, entrambi residenti a Guardiagrele, sono stati feriti al volto da un marocchino, spalleggiato da tre amici, davanti ai locali di viale Benedetto Croce. Il ragazzo più giovane è stato costretto a farsi medicare in ospedale, dove gli sono stati applicati alcuni punti di sutura. Sull’aggressione indaga la polizia di Stato: uno dei violenti è stato già identificato.
Tutto comincia dopo l’una di notte, quando il 22enne – che è in compagnia del venezuelano e di un’amica – nota una giovane discutere animatamente con un marocchino all’esterno di un locale e si avvicina alla ragazza per chiederle se è tutto a posto. Il marocchino non la prende bene e si scaglia contro l’argentino, prendendolo a calci e pugni e gettandolo a terra. L’intervento dei vigilanti di uno dei locali mette fine alla violenza, anche se nessuno dei presenti ritiene opportuno allertare le forze dell’ordine. L’aggredito, insieme agli amici, si allontana: i tre salgono sulla loro auto, parcheggiata a poca distanza. Ma, dopo circa dieci minuti, il marocchino – che è in compagnia di altre tre persone – li raggiunge: il 22enne viene trascinato fuori dalla macchina, accerchiato e picchiato nuovamente. È a questo punto che il giovane venezuelano interviene in difesa dell’amico, cercando di proteggerlo con il corpo, ma anche lui viene raggiunto da alcuni pugni al volto. L’aggressione termina solo quando una volante della polizia transita in viale Benedetto Croce, davanti al luogo del pestaggio: c’è un fuggi-fuggi generale, ma uno dei giovani che ha partecipato all’aggressione – le indagini diranno se con un ruolo più o meno marginale – viene bloccato e identificato. La nottata del 22enne finisce invece al pronto soccorso di Chieti, dove i medici gli diagnosticano ferite guaribili in sette giorni.
La polizia continua a indagare per dare un nome anche agli altri aggressori: determinanti potrebbero essere le immagini delle telecamere.

