«Muccioli coprì l’omicidio di mio padre»

Maranzano scrive al sindaco Di Primio per fermare l’intitolazione della via al creatore di S. Patrignano
CHIETI. Un deciso "no" all'intitolazione di una via cittadina alla memoria di Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di recupero di San Patrignano. Arriva da Giuseppe Maranzano, figlio di Roberto Maranzano, deceduto nel 1989 proprio all'interno di San Patrignano.
Il figlio di Roberto ha deciso di scrivere una lettera indirizzata agli organi di informazione locali ed al sindaco Umberto Di Primio. Al quale, settimane fa, è arrivata la richiesta, formulata attraverso un ordine del giorno presentato dal consigliere di Fratelli d'Italia Marco Di Paolo, di intitolare una via a Muccioli.
«Mio padre è stato ucciso all'interno della comunità di San Patrignano nel maggio del 1989 ma questo episodio è rimasto per molto tempo avvolto nel mistero poiché il suo corpo fu trasportato da alcuni "operatori" di Muccioli, la notte stessa dell'omicidio, in una città della Campania, Terzigno, dove venne rinvenuto da un agricoltore. Il tutto venne fatto per fare credere che mio padre fosse fuggito dalla "comunità" e morto successivamente al suo esterno mentre, invece, era stato barbaramente ucciso al suo interno» denuncia Maranzano «e per futili motivi peraltro, perché, da quanto sono riuscito a ricostruire, era un po' esuberante e la sua "esuberanza" non riusciva ad essere contenuta nemmeno dalle manette che lo legavano al letto di notte per impedirgli di ribellarsi alle ripetute violenze»
Per questi fatti, ricorda Maranzano, Muccioli fu condannato. «Ma se non fosse prematuramente deceduto» puntualizza l'uomo «avrebbe dovuto essere processato nuovamente e per altri fatti grav».
La famiglia Maranzano, sottolinea Giuseppe, venne lasciata all'oscuro di tutto fino al 1992 quando «la confessione di un ex ospite della struttura rivelò come fossero andate effettivamente le cose quella notte. Da lì partirono arresti e processi che stettero sulle prime pagine dei giornali per anni culminando con le condanne degli autori dell'omicidio di quello che da tutti era considerato il "caso Maranzano”. Da tutti ma non da me, da mia sorella, da mia madre e dagli altri congiunti di mio padre perché mio lui non era un caso, mio padre era mio padre e io e mia sorella siamo da quel giorno del 1989 cresciuti senza di lui».
Detto questo, Giuseppe Maranzano invita il sindaco a non dar seguito all'ordine del giorno del consigliere Di Paolo. «Quello che le voglio chiedere è di non dare corso all'intitolazione di una via a Vincenzo Muccioli nella sua città come richiesto dal consigliere comunale Di Paolo sulla base» afferma Maranzano «di una campagna nazionale del partito dello stesso. Si intitolerebbe una via ad un uomo che ha coperto un omicidio eseguito in imitazione dei suoi metodi da alcuni soggetti a cui non era assolutamente legittimo affidare la vita di chicchessia». (j.o.)

