Muore a 24 anni dopo una forte dieta

11 Dicembre 2014

Il padre la trova a letto senza vita. La polizia ascolta medico curante e dietologo, oggi l’autopsia e domani i funerali

CHIETI. Perché Stefania Capodifoglia è morta? Ventiquattr’anni, figlia unica, scout, ex volto della tv locale e neodiplomata in massaggi indiani, se n’è andata via per sempre nel sonno. Alle 8 di ieri, il papà Alberto l’ha trovata senza vita. Sembrava che dormisse, Stefania, nella stanza da letto al quinto piano del palazzo al civico 19 di via 123° Fanteria, nel quartiere di Santa Maria. In casa c’erano anche la madre Silvia Mascigrande e la nonna Anna. Hanno chiesto aiuto a un vicino. Quindi hanno chiamato il 113. «Stava bene, era felice», racconta la figlia del vicino. La sera prima, poco dopo le 22,30, Stefania ha salutato gli amici scout del gruppo Chieti 2 della parrocchia di Sant’Agostino. L’ultimo al parlarle è stato il fidanzato, Gianluca Centofanti che con lei condivideva, fino a poco tempo fa, l’esperienza televisiva a Teate Tv ora Tele Maia di Gino Di Tizio. Non ha parole adesso Gianluca che, da quattro anni, viveva solo per la sua Stefania. Si sono scambiati l’ultimo saluto prima del buio per quella che l’anatomopatologo, Cristian D’Ovidio, ha definito “morte improvvisa” che può avere molte cause. Il medico esce dalla casa del dramma insieme alla polizia scientifica alle 11 di ieri. Ma l’edema polmonare che ha appena riscontrato su Stefania non basta per dire che la causa sia un infarto oppure un aneurisma.

Le prime indagini della polizia si sono indirizzate su una dieta forte ma controllata che aveva fatto perdere alla ragazza 18 chili in un periodo però molto lungo. Sia il medico curante, definito scrupoloso dagli investigatori, sia il dietologo che ha monitorato con attenzione il dimagrimento di Stefania, sono stati sentiti ieri come testimoni dal capo della mobile, Francesco Costantini. La procura ha aperto un fascicolo ipotizzando per ora l’omicidio colposo, ma senza alcun indagato: è un passaggio tecnico e necessario che permetterà a D’Ovidio di eseguire l’autopsia alle 16,30 di oggi. Dopo di che la salma sarà restituita ai familiari per i funerali che saranno celebrati, alle 16 di domani, da don Michelangelo Tumini, nella parrocchia di Sant’Agostino dove Stefania ha donato il suo ultimo sorriso. Torniamo davanti al civico 19, proprio don Michelangelo è tra i primi ad entrare nella casa del dolore per portare una parola di conforto a papà Alberto e mamma Silvia che si affacciano dal balcone e dalla finestra del quinto piano mentre la loro unica figlia viene portata via dai necrofori della Sacra. Accusa quasi un malore Marcella Donato, nuora dell’ex sindaco Nicola Cucullo, vicina di casa dei Capodifoglia e madre di Valentina, una delle amiche più care alla ragazza scomparsa.

«Non può essere lei. Ditemi che non è vero», chiede Marcella sotto choc. «Lei e Valentina si conoscono e frequentano da quand’erano bambine. Adesso come farò a dirlo a mia figlia...». La sua è la stessa sensazione di sgomento che attraversa all’improvviso tutta la città. E si legge negli occhi di Gianluca mentre, dal balcone del quinto piano, vede andare via per sempre Stefania in una bara d’alluminio.