Muore al policlinico, aperta l’inchiesta

La procura blocca i funerali di un 85enne di Pescara. La figlia: «Non so neppure chi lo curava»
CHIETI. Muore a 85 anni nell'ospedale di Chieti. Ma nessuno avvisa i parenti del decesso né delle ragioni della scomparsa. Ed ora il Pm Giancarlo Ciani ha aperto un'inchiesta sul caso. I funerali già programmati sono stati bloccati per l'intervento dell’autorità giudiziaria. Questa la fine che è toccata a Giuseppe Caprara, originario di Lama Dei Peligni e residente a Pescara. Domenica era anche lui in ospedale, mentre i pazienti nel reparto di Clinica Medica continuavano ad essere stesi sui lettini lungo le corsie. Con gli infermieri in trincea per arginare l'emergenza sovraffollamento e 30 familiari dei ricoverati che, intorno alle 13, hanno dovuto aspettare più di mezz'ora di fronte al reparto prima di poter entrare: «E' arrivato al pronto soccorso di Chieti venerdì» dice una delle figlie di Caprara, Marzia «poi hanno detto che lo avrebbero trasferito solo temporaneamente nel reparto di chirurgia al nono livello. Dove però è sempre rimasto». Da venerdì tanti i tentativi delle figlie, andati a vuoto, per scoprire quali fossero i medici che si occupavano del padre, affetto da una grave anemia e colpito da piaghe da decubito: «Ci hanno permesso di stare con lui la prima notte, quando mio padre è arrivato. Solo la seconda sera ho lasciato agli addetti un mio recapito. Che nessuno mi aveva chiesto prima», dice Marzia. E domenica, quando è scoppiato il caos nel reparto di Clinica Medica, la figlia torna ancora in ospedale: «Ho chiesto se potevo parlare con un dottore. Ma non mi hanno saputo dire chi stava seguendo il caso di mio padre. Alle 13 mi hanno risposto che stavano tutti visitando. Fino a quando, intorno alle 20, mi comunicano ancora di attendere. Avrei dovuto parlare con una dottoressa di cui non sono riuscita a sapere il nome». Ma ieri, alla fine, la tragica notizia. Così continua Marzia: «Sono arrivata intorno alle 8.30 in reparto. Un'infermiera mi dice: non l'hanno avvisata? Suo padre non c'è più». E continua la figlia: «A quel punto corro sconvolta in Direzione sanitaria. Ma neppure lì mi hanno saputo dire quale medico di turno avrebbe dovuto visitare mio padre. Né al momento mi hanno fatto sapere il motivo del decesso». Nel pomeriggio, una volta trasferita la salma nell'obitorio di Chieti, la figlia si è recata alla Polizia. C’è l’inchiesta.(l.c.)

