Muore per un malore alla guida del trattore

4 Marzo 2021

Marcello Di Giacomo, 60 anni, infermiere del San Pio, stroncato da un infarto. Il dolore del paese

MONTEODORISIO. È andato via in silenzio. Nessuna invocazione di aiuto. Marcello Di Giacomo, 60 anni, infermiere in servizio al San Pio come la moglie (nel reparto Analisi lui, in Radiologia lei), è stato stroncato ieri pomeriggio da un malore letale, un infarto fulminante. La disgrazia è avvenuta verso le 17 in via Vecchia per Monteodorisio.
Ad accorgersi del fatto è stato un automobilista. Nel guardare l'appezzamento di terra vicino alla strada ha notato qualcosa di strano. L'infermiere era seduto su un trattore in fondo a un appezzamento di terra vicino la propria abitazione. Non si muoveva. Il trattore era acceso ma fermo. L'uomo era piegato in avanti. L'automobilista si è avvicinato, ha provato a chiamarlo. Non ricevendo risposta ha compreso che era accaduto qualcosa di grave e ha chiamato il 118. Poco dopo su quella strada è passata anche il sindaco, Catia Di Fabio. Anche il primo cittadino si è subito prodigata per chiamare i soccorsi. Quando l'ambulanza è arrivata sul posto però, gli operatori non hanno potuto fare altro che dichiarare il decesso del sessantenne. Incredula e profondamente dispiaciuta il sindaco Di Fabio. «Abbiamo perso uno dei volontari che ci è stato più vicino in questo periodo», ha detto la Di Fabio senza riuscire a nascondere la propria commozione. «Durante le operazioni di screening è stato impagabile. Accoglieva i cittadini, li tranquillizzava. Era davvero una brava persona. Quello che è accaduto è dolorosissimo».
Il compito più difficile è stato comunicare la disgrazia alla moglie e al figlio. Marcello Di Giacomo era uscito da casa nel primo pomeriggio. Non sembrava particolarmente affaticato. Se avesse avuto anche un solo sintomo, da esperto quale era, lo avrebbe riconosciuto. Il cuore invece gli ha giocato un brutto tiro e si è fermato all'improvviso senza dargli il tempo di chiedere aiuto. Sul posto insieme al 118 e alle forze dell'ordine è arrivato un medico legale. La magistratura a quel punto non ha ritenuto necessario eseguire l'esame autoptico. La salma è stata i trasferita all'interno della casa della vittima e riconsegnata ai familiari.
E ora l'intero paese è sconvolto. «Pensare che qualche mese fa era stato contagiato dal Covid ma era riuscito a sconfiggerlo», dice fra le lacrime un conoscente. «Dopo la guarigione aveva deciso che oltre ad assistere tanti malati in ospedale li avrebbe aiutati come volontario. Anche durante lo screening ha fatto tantissimo». I funerali domani alle 10 nella chiesa di San Giovanni Battista. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati. (p.c.)
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