Musei chiusi, esplode la protesta «Chi viene qui che cosa visita?»

L’Associazione culturale giovani ortonesi segnala le porte sbarrate a Palazzo Farnese e Palazzo Corvo Cocciola: «Degrado culturale, economico e turistico». L’assessore Canosa: «Hanno bisogno di lavori»
ORTONA. Lo ha segnalato l’Associazione culturale giovani ortonesi con un post sulla pagina Facebook del sodalizio: “Oggi 8 agosto 2022, nella settimana di maggior affluenza turistica nella "ex" perla dell'Adriatico, i musei comunali sono chiusi: Palazzo Farnese con annessa Pinacoteca Cascella; Palazzo Corvo con annesso museo Musicale d'Abruzzo; Museo della Battaglia di Ortona. Ora un turista quando viene in questo paese cosa deve visitare? Ora la scusa quale sarà? Il Covid, i lavori di restauro, le elezioni amministrative. Ah, già il Castello Aragonese è aperto però. Cari visitatori nel 2050 forse riusciremo a farvi vedere le nostre le bellezze! Cordiali saluti da Ortona”. Poi è arrivata anche qualche segnalazione alla redazione del Centro.
«Abbiamo denunciato per tempo questo stato di degrado che è culturale ma anche economico e turistico. La città di Ortona», dice Ilario Cocciola, consigliere comunale di opposizione, «da quando è governata dall’attuale maggioranza, è una città seduta, dove gli uffici pubblici sono mediamente chiusi e dove si penalizza ogni percorso di crescita culturale. È il prezzo che la città è chiamata a pagare per avere un'amministrazione così piatta e allo stesso tempo retrograda».
Pronta la replica dell’assessora Cristiana Canosa: «Sì, i musei sono chiusi. Stiamo facendo lavori a Sant’Anna che saranno finiti a fine agosto. Molti impianti non sono adeguati. Per Palazzo Farnese abbiamo avuto 5 milioni dal Pnrr: si tratta di edifici di pregio che stanno messi male e che hanno bisogno di ristrutturazioni: i bandi sono già pronti e i lavori cominceranno a settembre. Il Museo della Battaglia può essere visitato ma dietro prenotazione, scaglionando le visite in piccoli gruppi. Capiamo le lamentele di chi viene qui ma per quest’anno, purtroppo, è così». (r.o.)
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