Musica vietata fino all’alba Appello contro la sentenza

San Salvo, il Comune ricorre al Consiglio di Stato sulla bocciatura del Tar che ha dato ragione a una turista disturbata dai decibel alti sulla riviera
SAN SALVO. Qualche anno fa la questione aveva acceso e infervorato le estati vastesi. Adesso la guerra dei decibel riguarda San Salvo. Forte dei numeri delle presenze e del successo ottenuto dalle manifestazioni dell’estate 2016, ma anche preoccupato per i disagi subiti da tanti operatori, il Comune ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del tribunale amministrativo regionale che limita la diffusione sonora. Il Tar ha dato ragione alla proprietaria di un appartamento sulla riviera che reclamava il diritto alla quiete e la cessazione della diffusione sonora oltre i 55 decibel a partire da mezzanotte. L’ordinanza 2016 del sindaco Tiziana Magnacca fissava, invece, gli orari di spegnimento degli impianti all’1,30 nel centro cittadino e alle 2,30 in riviera. Chi vuol dormire contesta e ricorre alla carta bollata. Il copione si ripete. Un deja vu che Vasto conosce bene e che ha portato molti stabilimenti balneari a rinunciare alle manifestazioni.
La questione si è spostata ora a San Salvo, località sempre più gettonata dai giovani per gli eventi proposti e i locali aperti fino all’alba. Ed è proprio questo fatto che a qualche residente delle Nereidi non piace. Chi interpreta la vacanza come riposo non tollera il protrarsi delle manifestazioni musicali oltre la mezzanotte. La scorsa estate, dopo aver ricevuto la sentenza del Tar e la diffida della ricorrente, diversi locali per evitare di ricevere la visita dei carabinieri hanno preferito annullare gli appuntamenti in programma. La stessa diffida è stata mandata ai gestori del lunapark. Ora il Consiglio di Stato deciderà se ha ragione chi pretende il riposo o invece le esigenze del popolo della notte devono essere tenute in considerazione.
La guerra dei decibel vanta località di prestigio come Taormina e Lipari. Il mal comune non corrisponde però in questo caso al mezzo gaudio. Gli operatori lamentano danni economici importanti per colpa della guerra notturna dei decibel. Per una fascia di turisti sansalvesi le musiche ad alto volume diffuse da locali diversi, contemporaneamente, stordiscono e impediscono il riposo. Per i locali e le strutture balneari è al contrario un modo per attirare i giovani per i quali non c’è movida senza musica. La sentenza del Tar andrebbe a penalizzare chi vive di musica. In attesa della decisione del Consiglio di Stato è auspicabile che venga trovato un compromesso e un espediente per “far cambiare la musica” fra litiganti trovando una soluzione a vantaggio di tutti. (p.c.)
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