Nasce l’albo delle coppie di fatto

15 Luglio 2014

Il caso in consiglio. Il sindaco Donatucci: diritti nella Costituzione

ROCCAMONTEPIANO. Coppie di fatto, etero e omosessuali, conviventi all'insegna di un legame affettivo diverso da quello che sfocia normalmente in un matrimonio.

Ce n'è per tutti nel regolamento sulle unioni civili che il consiglio comunale dovrà votare nella seduta di oggi. Roccamontepiano sarebbe il primo Comune dell'Alto Chietino a aprire alle unioni diverse dalle forme canoniche di congiungimento tra due persone, tanto nella forma religiosa quanto in quella del matrimonio civile. Un provvedimento che dovrebbe passare a maggioranza, visto che l'amministrazione del sindaco Orlando Donatucci appare compatta alla vigilia del voto. Col registro delle unioni civili si rompe insomma col passato e si marcia a passi decisi verso l'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che all’articolo 9 sancisce, tra i diritti fondamentali della persona, il "Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia".

E in sintonia con questo spirito è sicuramente il sindaco, primo ispiratore della delibera, che sgombra subito il campo da equivoci.

«Abbiamo pensato», spiega, «all'estensione di fatto di diritti che già sono riconosciuti in origine dalla Costituzione, poi richiamati esplicitamente dall'Europa riguardo alle unioni gay e infine ribadite con la sua autorità dalla stessa Corte costituzionale italiana, che con le sentenze 138 del 2010 e 4184 del 2012 ha indicato chiaramente la strada da percorrere».

Francesco Blasi

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