Nasce la casa per i disabili Martelli: sogno realizzato

4 Ottobre 2020

Santa Maria Imbaro, la Provincia consegna il centro all’Anffas dopo 17 anni Il medico, vittima della rapina, ora sorride: «Una risorsa per aiutare le famiglie»

SANTA MARIA IMBARO. «Un sogno lungo vent’anni che oggi si realizza. L’ex manicomio è diventato una splendida struttura polivalente, una risorsa a servizio delle persone con disabilità, delle loro famiglie e dell’intero territorio. Qui chi ha problemi non viene solo assistito, ma diventa protagonista della sua vita con tante attività». Queste le parole di un sorridente Carlo Martelli, medico e presidente Anffas Onlus Lanciano, nel ricevere le chiavi della struttura polifunzionale “Con noi, dopo di noi” che la Provincia ha realizzato su un terreno di 7 ettari, di proprietà, a Santa Maria Imbaro. Un centro di 2.200 metri quadrati, che ha aule didattiche, sale riunioni, mensa, spazio per fare teatro e all’esterno case famiglia e fattoria a disposizione dei diversamente abili e delle loro famiglie, che vede la luce dopo mille traversie, iniziate nel 2003. «Nell’aprile 2003», ricostruisce il presidente della Provincia Mario Pupillo dopo il taglio del nastro, «fu firmata la convenzione tra la Provincia e l’Anffas e fu approvato il progetto esecutivo di questa eccellenza regionale: un centro diurno polivalente da 2.110.195 euro. In base alla convenzione la Provincia realizzava la struttura centrale, l’Anffas due immobili da adibire a case famiglia e una azienda agricola e gestiva terreni e fabbricati per 30 anni. Nel 2005 iniziarono i lavori». Poi un buco di 9 anni, la scoperta nel 2014 che la ditta aveva fatto il 75% dei lavori e la necessità di completarli. Il via libera che arriva nel 2017 (375.329 euro), i lavori che riprendono a febbraio 2019 con il consorzio stabile Marr di Napoli che ha ora consegnato la struttura, parcheggi compreso. «In Italia purtroppo le opere pubbliche impiegano generazioni per nascere», dice Pupillo, «e questa non è stata da meno. Oggi però grazie ai tecnici della Provincia sono orgoglioso di poter consegnare le chiavi all’Anffas che con il suo lavoro, saprà mitigare le sofferenze di tante famiglie». «La struttura nasce dalla volontà di integrare i servizi socio sanitari e psicoeducativi, ma la parte sanitaria, al secondo piano dell’edificio dovrà attendere ancora», spiega Martelli, che torna a sorridere dopo i momenti difficili vissuti per la brutale rapina subita in casa nel 2018, ad opera di una banda romena che la scorsa settimana è stata condannata a 57 anni e mezzo di carcere complessivi in Appello. «Sul progetto, "Con noi dopo di noi", per rispondere ai bisogni dei disabili, delle loro famiglie, e alla paura che ci sarà “dopo”, quando le famiglie non potranno più aiutare i propri cari l'Anffas tutta ha creduto fin dall’inizio e ora può prendere vita», riprende il medico. «Accanto ai terreni ripuliti, alle case famiglia, la fattoria, il laboratorio occupazionale per la manipolazione di alimenti che ci permette di produrre un liquore al mirto, realizzati tutti dall’Anffas da tempo, traslocherà anche il centro socioeducativo occupazionale L’Aquilone. Vogliamo racchiudere qui le attività che permettono al disabile di essere vivo, “produttivo”, non essere solo assistito».