Nasce la rete contro la violenza sulle donne

24 Novembre 2018

Lanciano. Firmata la convenzione tra istituzioni, Comuni e associazioni. Bendotti: così facciamo prevenzione

LANCIANO . «Una rete a maglia stretta, fatta di persone che credono che la violenza, non solo di genere, si possa sconfiggere e che lo si possa fare tutti assieme». È stato firmato ieri mattina in Comune il protocollo della Rete Antiviolenza città di Lanciano e del territorio frentano, che mira a unire istituzioni, comuni, forze dell’ordine, associazioni che si occupano di violenza, per prevenire il fenomeno e aiutare le donne che trovano la forza di denunciare gli abusi subiti. In città sono 11 le donne che hanno iniziato un progetto di “recupero” con il centro antiviolenza Dafne in via dei Frentani, e sono un centinaio quelle del territorio ad essersi rivolte alle varie associazioni.
«Questo documento», dice Dora Bendotti, assessore alle pari opportunità, «è un punto di arrivo che ha valore di partenza. È un segno tangibile della lotta alla violenza di genere. Creiamo una rete a maglie strette, capace di prevenire la violenza di genere, proteggere e tutelare le donne che vivono situazioni di difficoltà, ascoltare e sostenere chiunque ne avesse bisogno. La violenza ha diverse forme, a partire da quella verbale, linguistica e ne è triste testimonianza la lettera minatoria ricevuta proprio ieri dall’assessore Carlo Orecchioni (riportato nell’articolo in alto a destra, ndc)». Il protocollo sottoscritto oltre che dal Comune e dal centro Dafne, anche dalla procuratrice Mirvana Di Serio, dalla presidente del tribunale Marina Valente, dalla direttrice della Casa circondariale Lucia Avantaggiato che ha ricordato che «spesso chi fa violenza l’ha subita a sua volta da bambino. E che alla violenza non si risponde con altra violenza». Poi le forze dell’ordine, i Comuni dell'ambito 11 Frentano: Fossacesia, Frisa, Castel Frentano, Mozzagrogna, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, San Vito e Treglio, le scuole, le associazioni, la Asl e la Caritas.
«Da soli non si cammina», dice Felicia Zulli, del centro Dafne, «la rete è fondamentale per sostenere le donne e i figli nei percorsi di uscita dalla violenza che è in crescita (dati Istat indicano in Italia un femminicidio ogni tre giorni e 49.152 donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza nel 2017, ndc) e che per il 90% dei casi è tra le mura domestiche. Nella rete ogni ente ha il suo ruolo e deve essere in grado di poter operare assieme per combattere la violenza, sia in ambito pubblico e sia privato, sviluppando procedure e protocolli interni di intervento».
Il protocollo prevede anche la sensibilizzazione: da qui gli interventi con e nelle scuole per aggredire le radici della cultura della violenza, le cause e le conseguenze per ottenere le pari opportunità in ogni ambito della vita. Oltre al documento, domani, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il Comune isserà le bandiere a mezz’asta.
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