Natività in miniatura di Marcello Aversa

17 Dicembre 2014

CHIETI. La grande tradizione del presepe napoletano e la meraviglia della miniatura che nel piccolissimo sembra poter contenere il mondo intero. C'è tutto questo nelle sculture di Marcello Aversa,...

CHIETI. La grande tradizione del presepe napoletano e la meraviglia della miniatura che nel piccolissimo sembra poter contenere il mondo intero. C'è tutto questo nelle sculture di Marcello Aversa, esposte dal 19 dicembre al 25 gennaio alla Bottega d'Arte della Camera di commercio di Chieti, in corso Marrucino, 148.

L'inaugurazione della mostra è programmata per venerdì 19, alle 18, nella Sala Cascella della Camera di commercio in piazza Vico, 3. (Info 0871 354308 - www.ch.camcom.it)

La mostra Marcello Aversa «Il respiro della terra», organizzata da Crocevia, Fondazione Alfredo e Teresita Paglione è curata da Giovanni Gazzaneo, propone i raffinatissimi presepi dell'artista-artigiano di Sorrento, "scogli" su cui si abbarbicano i personaggi, alti solo pochi centimetri ma estremamente dettagliati ed espressivi della storia della Salvezza. Marcello Aversa, nato nel 1966 a Sant'Agnello, nella penisola sorrentina, li modella nella creta pura, senza aggiungervi colori o smalti. «L'incontro di due protagonisti, il divino e l'umano: è questa la "storia" che il presepe racconta», sottolinea monsignor Bruno Forte, arcivescovo della Diocesi di Chieti-Vasto. «Un racconto di cui c'è bisogno oggi almeno come ce n'era quando nel 1223 Francesco d'Assisi, per la prima volta, riprodusse nella grotta di Greccio la scena della Natività. Oggi come allora l'uomo ha bisogno di Dio: e oggi, forse ancor più di allora, c'è sete di un amore che vinca la "folla delle solitudini" e stemperi l'accanirsi dei conflitti».

«Siamo onorati di poter ospitare nella Bottega d'Arte» afferma Silvio Di Lorenzo, presidente della Camera di Commercio di Chieti «la mostra dedicata a Marcello Aversa, che nelle sue piccole grandi sculture sa raggiungere il miracoloso punto di contatto tra questi due universi». (y.f.)