Negri Sud, gli ex dipendenti attendono 20 stipendi arretrati

9 Settembre 2020

Santa Maria Imbaro. La vendita alla Amil Lazio serviva anche per pagare i lavoratori, ma è saltata Cestinata l’offerta della Neuromed, va avanti il contenzioso tra la Provincia e i commissari liquidatori

SANTA MARIA IMBARO. Mentre in Provincia si cerca di correre ai ripari per la pubblicazione di un nuovo bando per la vendita del complesso immobiliare del Mario Negri Sud, saltata dopo la scoperta di un assegno “impagato” su una cauzione da 107mila euro, c'è chi, da anni, sta vivendo una drammatica odissea. Si tratta dei circa 120 dipendenti del prestigioso centro di ricerca scientifica e farmacologica che, dopo il fallimento della fondazione scientifica nel 2015, sono ancora in attesa di numerose mensilità di stipendio. C'è chi ne ha accumulate oltre 30, chi 20, ma tutti hanno ricevuto, tramite il fondo di garanzia Inps, soltanto il trattamento di fine rapporto.
I DEBITI Quella del Negri Sud è stata, per tanti anni, la cronaca di una morte annunciata. Anche al momento di trasformazione da consorzio a fondazione, il nuovo sodalizio nasceva con il peso di alcuni milioni di euro di debito, 9 per la precisione. La crisi del centro ricerche era esplosa nel 2009 e la trasformazione in fondazione avvenne nel 2013 su spinta di provincia di Chieti e regione Abruzzo. Una scelta che non ha impedito all'istituto di ricerca di dichiarare fallimento dopo appena due anni. E dal 2015 i commissari liquidatori cercano di tamponare le perdite. Ad oggi il Negri Sud, che per la Provincia varrebbe 10 milioni 729.260 euro, è una scatola vuota. Sono stati venduti dai liquidatori buona parte degli arredi e tutte le attrezzature scientifiche, ma non ci sono ancora i soldi per pagare gli stupendi arretrati.
IL CONTENZIOSO E pesa sul Negri Sud anche un'altra tegola. Si tratta del contenzioso ingaggiato dalla provincia di Chieti, nuda proprietaria dell'immobile di Santa Maria Imbaro, contro i commissari liquidatori che, in vista della transazione milionaria con l'acquirente Amil Lazio (associazione mutilati e invalidi del lavoro, orfani e vedove) poi sfumata, avrebbero voluto monetizzare in favore dei dipendenti l'usufrutto della struttura, che spetterebbe alla Fondazione per altri 24 anni. L'ente ha fatto causa ai liquidatori sostenendo che l'usufrutto sarebbe decaduto e inviando una corposa documentazione al tribunale di Chieti che, però, si è detto non competente in materia. Tutto andrebbe trasferito al tribunale di Lanciano, ma da alcune indiscrezioni non ci sarebbe alcuna traccia di quelle carte in via Fiume. I tempi però stringono. E la Provincia si trova addirittura a dover pubblicare un altro bando.
I DUBBI Lunedì una ventina di ex dipendenti del centro ricerche si è riunita per capire cosa fare. Nessuno immaginava che il deposito cauzionale di 107mila euro consegnato dalla Amil Lazio risultasse scoperto. E alla luce di quanto emerso le domande tra gli ex ricercatori si affollano: come mai in una transazione milionaria, con la vendita di un immobile pubblico il cui ricavato dovrà servire a ripianare i debiti della Provincia e per altri importanti investimenti, come ad esempio la gestione delle ex stazioni sul tracciato ciclo pedonale della Via Verde, si accetta un assegno bancario e non circolare? E quanto tempo ci vuole per controllare che le operazioni bancarie siano corrette e abbiano la necessaria copertura economica? Ancora: quanto tempo passerà prima che un nuovo bando venga scritto e pubblicato?
L'ALTRA OFFERTA È passato un anno dalla manifestazione di interesse che la Neuromed, centro di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), fece alla Provincia. La società di Pozzilli, in provincia di Isernia, era alla ricerca di un centro dove poter sviluppare le attività sanitarie e scientifiche e aveva valutato seriamente il trasferimento nel complesso del Negri Sud. Unica pecca fu che la Neuromed aveva proposto l'affitto (per svariati migliaia di euro al mese) e non l'acquisto e non se ne fece più nulla. Alla fine del maggio scorso spuntò l'offerta da parte della Amil Lazio.