Negri Sud sempre in crisi Il rischio è la liquidazione

Il destino della Fondazione nelle mani del prefetto che deve decidere cosa fare Di Matteo (Rsu Cisl): nessuno ha alzato un dito sull’annuncio di 60 licenziamenti
LANCIANO. Rischia la liquidazione l’istituto di ricerca Mario Negri Sud, da qualche mese trasformato in Fondazione. Il destino di dipendenti e ricercatori del centro di ricerca farmacologica e di base è ora in mano al prefetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis, che dovrà decidere sul da farsi nei prossimi giorni. Secondo alcune indiscrezioni pare che sia stato lo stesso Mario Negri Milano, nella persona di Silvio Garattini, presidente della Fondazione con sede a Santa Maria Imbaro, ad inoltrare al prefetto la richiesta di liquidazione. Secondo la legge per avviare la procedura deve essere il consiglio di amministrazione della fondazione che, in un apposito verbale, preso atto delle difficoltà dell’ente, propone alla prefettura lo scioglimento e la messa in liquidazione della fondazione per accertata impossibilità sopravvenuta nel perseguimento del suo scopo istituzionali.
Il futuro del Negri Sud è da tempo appeso a un filo. Il debito accumulato ammonta ad oltre 5milioni di euro e i dipendenti sono in arretrato di oltre 13 mensilità di stipendio. Lo stillicidio, in questi mesi, è stato lento e drammatico. In tanti, tra ricercatori e dipendenti, hanno abbandonato nelle ultime settimane il prestigioso centro ricerche, definito dalle istituzioni il “fiore all'occhiello della Regione” e molti, tra quelli rimasti, hanno avviato delle vertenze con ingiunzioni di pagamento per recuperare le mensilità arretrate. Al prefetto, autorità deputata al controllo di questo tipo di enti assieme al tribunale civile, agenzia per le onlus e Direzione regionale delle entrate, spetta ora il compito di esaminare la situazione, risultato di un crescendo di difficoltà non solo economiche, ma anche gestionali, alle prese con una guerra, tutta interna, anche tra i dipendenti.
Il Negri Sud, come ricordato in una recente lettera dei sindacati Cgil e Cisl ai ministri della Salute, dello Sviluppo economico, dell’Istruzione, università e ricerca e del Lavoro e politiche sociali, «ha all’attivo oltre 1.500 pubblicazioni scientifiche, più di quelle prodotte nell’istituto Negri di Milano. Il centro di ricerca arrivò in Abruzzo nel 1987», si legge nella lettera dell’aprile scorso, «e per molti anni ha contribuito al progresso della cultura scientifica e alla formazione di giovani ricercatori, ed è riconosciuto a livello internazionale per la qualità dei programmi di ricerca, applicata e di base, e di alta formazione scientifica». «Molti lavoratori», commenta amaramente Vincenzo Di Matteo, Rsu Cisl, «si meravigliano di tutto il polverone che si è sollevato per l’uccisione delle cavie da laboratorio (provvedimento preso anche a causa del fatto che mancavano fondi per il sostentamento dello stabulario, attualmente è in corso anche un’indagine della Procura di Lanciano su denuncia delle associazioni animaliste, ndc), mentre nessuno ha alzato un dito a seguito dell’annuncio di 60 licenziamenti e del fatto che da oltre un anno non riceviamo lo stipendio. La situazione è drammatica e ad aggravare il tutto c’è la continua discriminazione nei confronti di alcuni lavoratori in favore di altri».
Daria De Laurentiis
©RIPRODUZIONE RISERVATA

