Nei guai per l’incendio che distrusse il bosco

4 Marzo 2020

Dogliola. Incenerita un’area di 50mila metri quadrati: i carabinieri forestali denunciano un pensionato

DOGLIOLA. Identificato e denunciato dai carabinieri forestali il responsabile dell’incendio che il 26 febbraio scorso ha incenerito 50.000 metri quadrati di vegetazione boschiva e macchia mediterranea alla periferia di Dogliola. L’uomo, un pensionato del luogo, ha acceso i residui della potatura degli ulivi senza aver messo in sicurezza la zona. Le lingue di fuoco hanno attaccato la vegetazione vicina provocando l’ennesimo scempio ambientale. Il pensionato dovrà rispondere di incendio colposo. I carabinieri lo hanno identificato al termine di una approfondita attività di indagine che ha stabilito in primis la dinamica dell’incendio partendo dal punto di innesco in località “Vallone del Gesso”.
«Per individuare l’area e il punto d’innesco», spiega il comandante provinciale dei carabinieri forestali, colonnello Nevio Savini, «è stato impiegato il metodo delle evidenze fisiche Mef. È stata perlustrata l’intera superficie percorsa dal fuoco. I militari hanno poi cercato le tracce e i segni del passaggio dell’incendio lasciate sulla vegetazione. A seguire è stata svolta una complessa attività di analisi dei diversi indicatori».
In particolare i carabinieri forestali attraverso il Mef sono riusciti a determinare l’esatto punto di insorgenza delle fiamme corrispondente a un focolaio acceso per la bruciatura di residui vegetali accumulati con la potatura di un uliveto.
Gli investigatori hanno supportato i risultati delle perizie e le prove materiali con preziose testimonianze raccolte sul posto. Da qui sono iniziati gli accertamenti per risalire all’identità del responsabile. Ben presto si è arrivati all’autore del rogo, il conduttore del fondo agricolo da cui si erano propagate le fiamme che hanno causato l’ingente danno.
In questo periodo i forestali hanno intensificato i controlli in tutta la provincia per prevenire gli incendi boschivi, e punire i responsabili. Le insolite e persistenti condizioni climatiche (temperature al di sopra della media e mancanza di piogge) unite ai forti venti purtroppo favoriscono i roghi.
«È necessario ricordare», conclude il colonnello Savini, «che la bruciatura dei residui vegetali provenienti da potature di alberi ed arbusti e da sfalci di erbe è sconsigliata con le attuali condizioni climatiche ed è comunque soggetta al rispetto delle stringenti disposizioni di legge». (p.c.)
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